Smog: qualche considerazione

I ministeri della Salute e dell'Ambiente stilano un decalogo

pubblicato il 06/02/2016 in Ambiente ed Agricoltura da Michele Marchese
Condividi su:
Michele Marchese

Negli ultimi tempi siamo tutti consapevoli dei rischi che si corre con l’aumento dello smog nelle nostre città. L’AEA, l’Agenzia Europea dell’Ambiente, fotografa una situazione critica. I ministeri della Salute e dell’Ambiente stilano un decalogo di buone pratiche.

Cos’è lo smog
La parola ‘smog’ proviene da due termini inglesi: ‘smoke’ (fumo) e ‘fog’ (nebbia). Sta ad indicare quel tipo di inquinamento che si attanaglia principalmente nelle zone ad alta urbanizzazione, ad alta antropizzazione.
In linea generale due sono i tipi di smog: quello classico e quello fotochimico. Il primo, di solito, è caratteristico dell’autunno e dell’inverno, quindi si può avere con temperature molto basse ed è causato in larga parte da biossido di zolfo unitamente a particolato vario. Il secondo, provocato soprattutto da composti volatili ma anche da ossido di azoto e di carbonio, si ‘avvale’ delle alte temperature e, quindi, è caratteristico della stagione estiva.
Sono molte le altre sostanze pericolose ed inquinanti che vanno a rimpolpare lo smog, a discapito, questo, non solo degli uomini ma anche degli animali e delle piante e quindi di tutti gli ecosistemi.
Questo tipo di inquinamento penetra nelle vie aeree e provoca danni soprattutto all’apparato respiratorio, con gravi conseguenze per la salute.

L’intervento di Legambiente
Legambiente chiede al Governo un piano nazionale che renda le auto un oggetto indesiderato in città e rimetta in discussione il concetto di mobilità sostenibile, potenziando il trasporto sul ferro e l’uso dei mezzi pubblici per rendere le città più vivibili e libere dallo smog”, si legge in una nota di Legambiente.
L’associazione ambientalista continua dicendo che esempi di “buone pratiche locali” esistono, come, ad esempio: la bicipolitana di Pesaro, il pedibus e bici bus di Reggio Emilia.

La relazione dell’AEA
Secondo lo studio ‘Qualità dell’aria in Europa – relazione 2015’ condotto dall’AEA, Agenzia Europea dell’Ambiente, “la maggior parte degli abitanti delle città continua ad essere esposta a livelli di inquinamento atmosferico che l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) non ritiene sicuri.
“Nonostante i miglioramenti continui degli ultimi decenni, l’inquinamento atmosferico incide ancora sulla salute degli europei, riducendo la qualità e l’aspettativa di vita”, ha affermato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’AEA.

Il decalogo dei ministeri della Salute e dell’Ambiente
Sui rispettivi siti istituzionali del ministero della Salute e di quello dell’Ambiente si può leggere una sorta di decalogo, di suggerimenti da seguire in questi casi:
Auto e mezzi pubblici
1.     Usa i mezzi pubblici: evita di andare in auto se puoi
2.     Se proprio devi usare l’auto, non viaggiare da solo
3.     Se proprio non hai alternative a usare l’auto, rallenta di almeno 10 km/h rispetto ai limiti di velocità
4.     Non parcheggiare in doppia fila: creare un ingorgo aumenta anche la tua esposizione all’aria inquinata
Riscaldamento
5.     Hai controllato che il riscaldamento fosse spento prima di andare via dall’ufficio?
6.     Chiudi il riscaldamento di casa se vai in vacanza: risparmi e riduci le emissioni
7.     Abbassa il riscaldamento di 1-2 gradi e, se fa freddo, metti un maglione in più
8.     Limita l’uso della legna per il riscaldamento
Attività all’aperto
9.     Limita le attività sportive all’aria aperta
10.   Tieni al riparo in casa bambini, anziani e chi è affetto da patologie respiratorie nelle ore di maggior traffico”.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password