Lavorare stanca : ottanta anni fa la prima pubblicazione del capolavoro di Pavese

Gli appunti del poeta e dello scrittore visti da Pierfranco Bruni

pubblicato il 30/05/2016 in Arte e Cultura da Redazione
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Redazione

Gli ottanta anni della prima pubblicazione di Cesare Pavese rappresenta un appuntamento importante, perché da questa raccolta passano inevitabilmente i processi linguistici della poesia – prosa che ritorneranno al verso breve di Caproni e di Pavese stesso.

“Lavorare stanca” con i suoi “Mari del Sud” è una poesia che ha una forte connotazione mediterranea, perché per Pavese il Mediterraneo è anche un archetipo nella sua ricerca letteraria. Uno scavare tra i ricordi di una civiltà, di un popolo, di una nostalgia che attraversa il tempo. Il Mediterraneo è nei luoghi ma anche nei linguaggi. E' nel pensare ma anche nei volti e negli sguardi. Nei simboli e nei personaggi. Nelle donne dei suoi romanzi e in quelle reali.

Nei versi pubblicati nel 1936 c’è già tutto Pavese. Profeta del tragico che si vive in Constance. Ma voglio raccontarlo. Pavese, secondo la mia lettura, resta il più grande autore del secondo Novecento: per originalità linguistica, per poetica e perché non ha mai ceduta alla vulgata neorealista.
 

Un mondo affascinante ma anche tragico. Il mito lo si racconta e lo  si spiega grazie ad elementi culturali che sono vitali nella cultura del Mediterraneo. Le donne che sono state favola e tragedia camminano dentro il suo vissuto. In quel vissuto che esistenza e letteratura. Gli amori di Pavese sono modelli identitari. Voce, volti, gesti che hanno rimandi.

 L'unica donna dai tratti non mediterranei è stata chiaramente Constance Dowling...Continua a leggere...

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