Nell’Archivio Locchi 490 scatti di quel drammatico 4 novembre

Uno storico studio fotografico fiorentino ha reso visibile al pubblico tutti gli scatti di quel giorno

pubblicato il 04/11/2016 in Arte e Cultura da Luciano Mazziotta
Condividi su:
Luciano Mazziotta

Le macchine, innanzitutto. Lanciate a grandissima velocità come palline impazzite di un biliardo dal panno color grigio-nafta che travolgono pali e cartelli e tutto quanto trovano sul loro cammino. E poi ancora il fango, molto fango: tanto da ricoprire col suo manto putrido e nauseabondo vie e piazze ma anche muri e portoni, negozi e manichini, fino ad insinuarsi nel grande patrimonio culturale di libri e volumi custodito nella biblioteca nazionale e in quello artistico conservato nella chiesa di Santa Croce arrecando danni molte volte irreparabili. E infine l'acqua, tanta acqua: che scorre impetuosa, incontenibile, infilandosi fra strade e vicoli, e che travolge quel che trova sul suo cammino:  oggetti, strumenti di lavoro, persone.

Sono 490 in tutto gli scatti di quel drammatico venerdì 4 novembre 1966 selezionati tra le migliaia di immagini conservate che l’archivio di Foto Locchi, uno degli storici studi fotografici fiorentini, ha deciso di mettere a disposizione sul proprio sito internet (www.fotolocchi.it) per celebrare il 50 anniversario dell’alluvione.
La sezione è imponente: dagli attimi prima dell'inondazione, alle strade del centro sommerse dall'acqua, ai giorni della ricostruzione con gli Angeli del Fango, le  visite di Ted Kennedy e Papa Paolo Sesto. Immagini uniche, scattate da coraggiosi reporter che non ebbero paura di documentare la furia del fiume devastatore in piazza Duomo e agli Uffizi, sul Ponte Vecchio che sembrava non potesse resistere all’onda d’urto dei frutti e sui lungarni ormai spariti sotto la violenza della melma, che costituiscono la testimonianze più spaventosa e terribile delle inondazioni avvenute in città attraverso un percorso iconografico, in continua implementazione, per rivivere la tragedia immane che si abbatté su Firenze. 

"Le migliaia di immagini relative all'alluvione - spiega Erika Ghilardi, responsabile dell’archivio storico Locchi - attualmente ancora in fase di digitalizzazione, ci riportano una città devastata con le strade ricolme di fango, di detriti, le macchine capovolte, i tronchi e i rami trasportati dalla forza dell'acqua. Ma anche il grande spirito con il quale i fiorentini reagirono al disastro, mettendosi subito a lavoro per tornare al più presto alla normalità".

L’Arno si ritirò del tutto solo due giorni dopo domenica, il 6 novembre, abbandonando la città in una situazione catastrofica: l'acqua aveva raggiunto i quattro metri e novantadue centimetri. Le fotografie dei giorni successivi sono scatti unici che ci riportano una Firenze distrutta e irriconoscibile, quasi spettrale, dove tuttavia si avverte benissimo la sincera e disinteressata passione che spinse migliaia di giovani da tutto il mondo a correre in soccorso della popolazione e delle innumerevoli opere d’arte che altrimenti sarebbero andate perdute per sempre: quegli stessi “Angeli del Fango” che si ritroveranno questa mattina nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio per la cerimonia ufficiale di ricordo. Fece il giro del mondo la foto di un giovane Ted Kennedy, ritratto alla Biblioteca Nazionale Centrale mentre si dava da fare per recuperare i preziosi volumi alluvionati, come quella di Papa Paolo VI che celebrò la messa di Natale in una Firenze ancora ferita ma già sulla strada della ricostruzione grazie alla fierezza e alla grandissima forza di volontà dei suoi abitanti i quali in un momento così drammatico scelsero di non farsi abbattere dalla furia degli elementi ma di reagire con grinta e determinazione per far tornare quanto prima Firenze al proprio immenso splendore.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password