Il ricordo di Oriana nelle parole dei colleghi che la conobbero

Firenze: un convegno al Vieusseux il 2 e 3 dicembre sulla grande scrittrice e giornalista

pubblicato il 29/11/2016 in Arte e Cultura da Luciano Mazziotta
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Luciano Mazziotta

Ci saranno giornalisti e scrittori toscani che collaborarono con lei e scrissero su di lei. Da Umberto Cecchi a Riccardo Mazzoni, passando per Gabriella Simoni e Paolo Ermini: tutti chiamati a raccontare come era l’Oriana per l’ottava edizione del convegno internazionale 'The Force of Words. Oriana Fallaci: Florentine, Journalist, Citizen of the World’ che si terrà a Firenze nella Sala Ferri del Gabinetto Vieusseux  e a Palazzo Bombicci Guicciardini Strozzi in corso Tintori il 2 e 3 dicembre prossimi.

L’evento è organizzato dalla Florence University of the Arts (Fua) in collaborazione con 'Stony Brook University’ di New York'. Si parlerà di professione, come è ovvio, ma anche dei rapporti personali che intercorsero nei diversi anni fra coloro che ebbero la fortuna di frequentare la grande giornalista e scrittrice fiorentina. L’iniziativa partirà coi saluti di Alba Donati, presidente del Gabinetto Vieusseux, di Eugenio Giani presidente del Consiglio Regionale della Toscana e di Maria Federica Giuliani presidente della commissione cultura del Comune di Firenze.

A seguire l’intervento di Antonio Bandini, console generale d’Italia a New York dal 2003 al 2007, quindi si entrerà nel vivo delle testimonianze e dei ricordi dei colleghi che poterono frequentare l’Oriana. Fiamma Nirenstein aprirà i lavori del 3 dicembre ai quali parteciperà anche Edoardo Perazzi, nipote della Fallaci. Il rapporto tra etica e giornalismo, la comunicazione europea e le nuove competenze transculturali nel giornalismo, la libertà come espressione di diritti umani e il ruolo delle singole parole per l’identificazione culturale sono solo alcuni degli argomenti trattati nella giornata dedicata alla conferenza ormai divenuta un appuntamento fisso nella vita culturale fiorentina ma soprattutto nel ricordo di una grandefiorentina che anche da lontano non smise mai nemmeno per un momento di amare la sua città.

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