Mario Monicelli, una vita per il cinema (parte quarta)

Per il grande regista la commedia è stata un mezzo per raccontare costume e società del nostro paese

pubblicato il 15/12/2016 in Arte e Cultura da Gianluca Ottuso
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Gianluca Ottuso

 

Nel 1975 "Amici miei" esaltazione della goliardia, della massima espressione ironica fiorentina attraverso scherzi (zingarate) e leggende metropolitane che diventano tangibili, vere, reali attraverso lo schermo cinematografico.UN nuovo modo di concepire la risata, attraverso le gesta di cinque amici: il Mascetti (Tognazzi), il Melandri (Moschin), il Perozzi (Noiret), il Necchi (Del Prete), il professor Sassaroli (Adolfo Celi) che sparano gag a raffica, con tempi comici velocissimi. Il pubblico ne rimane folgorato, conosce le battute e le scene a memoria, il successo va oltre l'incasso al botteghino, i tormentoni del film verranno ripetuti dalla gente comune nel corso degli anni in maniera maniacale. Il film nacque da un idea di Pietro Germi che non poté realizzare il progetto perché morte lo sopraggiunse, allora ecco che, come testamento,lasciò il compito all'amico di sempre Monicelli, che gli rese omaggio nei titoli di testa. La pellicola ebbe due seguiti tra cui il secondo firmato dallo stesso Monicelli fino al compimento della trilogia che si ebbe nel 1985 con la regia di Nanni Loy.

Neanche il tempo di esultare per l'enorme successo di pubblico di"Amici miei" che subito il nostro Mario si mise,l'anno successivo(1976),all'opera nella realizzazione di"Caro Michele". Questa volta la sua musa ispiratrice fu l'indimenticabile Mariangela Melato, grandissima interprete di un opera intimista trattata con esaltante stile registico; il film vinse l'Orso d'argento al festival di Berlino, dove il maestro ritornò a trionfare dopo diversi anni(Dai tempi del 1957 con il suo altro gioiello inimitabile "Padri e figli". Dopo il passaggio di un importante film a episodi(Signore e signori buonanotte)diretto insieme ad altri blasonati registi, Monicelli arrivò nel 1977 a lavorare al suo splendido:"Un borghese piccolo piccolo".

E rieccolo con l'amato Sordi! Questo è il film più singolare e fuori dal coro rispetto all'arte di fare commedia del maestro. In realtà la venatura di commedia si evince soltanto nelle battute iniziali, per poi deviare su un soggetto cupo, realistico. Un noir a cavallo dell'Italia degli anni di piombo. Mentre nelle sale spopolavano vari film del genere polizziottesco diretti dai vari: Umberto Lenzi, Stelvio Massi, Ferdinando di Leo ecc, irruppe Monicelli con la sua "personale discesa all'inferno "del suo" borghese piccolo piccolo"interpretato da un Sordi "mostruoso" per quanto bravo. Una metamorfosi di un brav'uomo, impiegato statale, che dall'omicidio del figlio, si trasformerà appunto in un mostro assetato di vendetta. La pellicola è disturbante in tante sue forme, un noir che poco a che fare con l'etichetta commedia "Monicelliana". Il maestro reinventa il genere poliziesco-noir e ci presenta cosi, una nuova maschera di Sordi fuori da tutti gli schemi. Critica e pubblico ne rimarranno vistosamente impressionati; ancora oggi l'interpretazione dell'Albertone nazionale rimane, forse, la migliore di sempre. I vent'anni a seguire vedranno il maestro cimentarsi nella direzione di altri importanti titoli a cavallo dei decenni '80 e '90 fino alla prima decade del 2000 dove dirigerà importanti documentari e un solo film "Le rose del deserto" parabola conclusiva di una maratona cinematografica durata settant'anni.

Di questi decenni ricorderemo alcune fondamentali opere come: "Il marchese del Grillo", "Speriamo che sia femmina", "Parenti serpenti" e "Cari fottutissimi amici". Il "Marchese del Grillo" fu il penultimo lavoro con Sordi,una rivisitazione in commedia della Roma papalina,un film,che da subito diventò di culto,con un bravissimo Albertone nell'interpretare il doppio ruolo del Marchese e del gemello reietto e povero alcolizzato carbonaro. Il film strizza l'occhio ad un certo cinema di Luigi Magni, contestando a botte di risate e situazioni indimenticabili la città eterna dei primi dell'ottocento.

http://www.notizienazionali.net/notizie/arte-e-cultura/13220/mario-monicelli-una-vita-per-il-cinema

http://www.notizienazionali.net/notizie/arte-e-cultura/13234/mario-monicelli-una-vita-per-il-cinema-parte-seconda

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