Sebastiano Vassalli, "poter vivere oltre la morte fino a diventare immortali"

Un ricordo dello scrittore che ha recuperato la tradizione nel vivere le avanguardie

pubblicato il 17/08/2015 in Arte e Cultura da Redazione
Condividi su:
Redazione
Sebastiano Vassalli

È morto il 27 luglio scorso lo scrittore Sebastiano Vassalli. A Casale Monferrato. Era nato a Genova il 24 ottobre 1941.  Lo scrittore de “La chimera”. Ma anche lo scrittore che fa parlare Giuda in un dialogare con il Cristo nella notte del Campo degli Ulivi.  Soprattutto lo scrittore di “Amore lontano”.  

Un saggio, quest’ultimo? Forse qualcosa di più. Un romanzo nella frammentazione dei capitoli? Forse qualcosa di altro. E’ un pensare la letteratura nella consapevolezza che il tempo è più della storia e il viaggio è un quotidiano labirinto dal quale non ci si può liberare. La letteratura è dentro questo labirinto. E a volte è il labirinto. Vassalli, dunque, pone delle questioni essenziali. Ma una cosa è certa. Questo libro rompe con un pensiero letterario debole, che è quello che ha accompagnato i dibattiti di questi ultimi anni. La letteratura, in altri termini, non è l’altra ideologia ma non è neppure l’anti - ideologia. La letteratura è il mistero.

Dice bene Vassalli. La poesia è un miracolo. Un libro straordinario. Appunto dirompente perché è fatta di anima e di testimonianza spirituale. E in questo percorso si serve della lettura di alcuni autori: Omero, Qohélet, Virgilio, Jaufré Rudel, Villon, Leopardi, Rimbaud. Riferimenti forti per porre all’attenzione l’importanza di una letteratura che ha richiami antichi che vengono proiettati all’interno del contemporaneo. Si tratta, dunque, di un libro diverso. E’ chiaramente un riferimento sul quale si potrebbe aprire un intelligente e robusto dibattito. In fondo Vassalli apre, con queste indicazioni, una chiave di lettura su tutta la letteratura.

 La letteratura è un viaggio. Con la letteratura si compie un viaggio e viaggiando si penetrano i labirinti dell’anima in un tracciato in cui il tempo costituisce una dimensione certamente immateriale ma anche metafisica. Il tempo si percepisce come luogo dell’essere. Così in Vassalli. Il quale attraversa lo sperimentalismo e vive le avanguardie recuperando la memoria e la tradizione sia estetica che linguistica...Continua a leggere...

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password