Confesercenti, 2015 in passivo

Ancora in rosso il saldo aperture-chiusure

pubblicato il 14/01/2016 in Attualità da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
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La ripresa?

Sul fronte della proliferazione di nuovi esercizi commerciali in Italia ancora non si vede. Anche il 2015, infatti, in base alle stime pubblicate dall’Osservatorio Confesercenti, chiude in perdita per quanto riguarda il conto dei nuovi bar, negozi e ristoranti aperti rispetto a quelli costretti ad abbassare le saracinesche. Negli ultimi dodici mesi sono ben 29.000 gli esercizi che… abbiamo perso di vista. O che ci siamo persi per strada.

Fuori dagli schemi e dai numeri della statistica, infatti, basta fare semplicemente una passeggiata nel centro delle nostre città e dei nostri paesi, per constatare come il paesaggio delle attività commerciali, da alcuni anni a questa parte (più precisamente nell’ultimo lustro, che è il periodo preso in esame dall’associazione), abbia subito una progressiva, inesorabile desertificazione.     

Andiamo un po’ meglio, oggettivamente, in confronto al 2014, ma è inutile negarsi che, proprio in virtù dell’aria di ripresa che tira, le attese erano migliori. Dopo il biennio nero 2013-14 si registrano, tutto sommato, meno chiusure, ma non sembra che ci sia un incentivo reale – quantomeno non immediato  – ad aprire di più, e soprattutto a diversificare l’offerta degli esercizi. In media, calcola l’Osservatorio, dal 2010 a questa parte giornalmente hanno iniziato la loro attività circa 114 negozi, ma nello stesso tempo 190 chiudevano i battenti. Il che significa che, ogni giorno, sono precipitati nel buco nero della crisi (e non sono mai più tornate da lì) circa 76 esercizi.

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