Nuove generazioni di arabi e Isis: il progetto dello stato ‘nero’ perde terreno

I giovani leggono sempre meno i giornali e inseguono sogni di stabilità e lavoro

pubblicato il 13/04/2016 in Attualità da Danilo Di Laudo
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Danilo Di Laudo

A quanto pare le primavere arabe e il terribile progetto di conquista dell’occidente da parte dell’Isis sembra non rappresentare più un ideale fondamentale per i giovani arabi che stanno affacciandosi alla vita ‘attiva’. Secondo quanto riportato anche dal sito Ansa le nuove generazioni leggono sempre meno giornali basando le loro fonti di informazione sui social networks. 200milioni di ragazzi, compresi tra i 15 e i 24 anni che sono stati scelti a campione dall’Arab Youth Survey, la ricerca svolta a cadenza annuale dalla società Burson-Marsteller.

Le interviste condotte – circa 3.500 in 16 paesi tra cui Algeria e Egitto senza però la Siria – rivelano che per i giovani arabi l’Isis non rappresenta altro che "più grande problema del Medio Oriente" e per questo dovrebbe essere destinato a fallire nei prossimi anni.


Dati alla mano gli Jihadisti raccolgono solo il 13% dei ragazzi, circa il 6% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – secondo quando riportato dal rapporto analizzato dall’Ansa. Gli intervistati sembrano non subire ‘il fascino’ della guerra santa e quindi della violenza ‘pura’ che se fosse debellata costituirebbe comunque la giustificazione di queste preferenze. I problemi fondamentali, che portano al radicalismo, intanto restano la disoccupazione e la mancanza di opportunità visto che i disoccupati in queste zone potrebbero toccare la cifra esorbitante di 70 milioni.

Sempre tenendo dinanzi i dati si evince come il 39% dei ragazzi coinvolti sia convinto che i conflitti nel medioriente non siano altro che una guerra di procura voluta e combattuta tra poteri regionali e mondali;
il 29% invece considera il tutto come la rivoluzione contro il regime di Bashar al Assad mentre il restante 22% la considera solo una guerra civile tra siriani.

Rilevante è anche il quadro tracciato sulle generazioni attive dopo le primavere arabe visto che oggi un giovane su 5 è convinto che sia molto più importante avere una stabilità economica che una democrazia, opponendosi alla statistica risalente al 2011, anno in cui era ben il 92% dei ragazzi che riteneva basilare vivere in democrazia.
Anche con il senno di poi solo il 36% dei ragazzi ritiene che oggi il mondo arabo sia in condizioni migliori rispetto al periodo precedente alle rivoluzioni.

Inoltre aumenta il numero di giovani che usa internet per informarsi e che chiede ad un tono di voce sempre più alto di far fronte alle libertà individuali e ai diritti umani, soprattutto per quanto riguarda le donne. Dati che sembrano confortanti dunque, anche se la società che ha sviluppato queste interviste non ha mai fatto menzione delle quotidiane violazioni che vengono denunciate ogni giorni alle organizzazioni dedite alla tutela dei diritti.

Fonte Ansa

Immagine retenews24

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