Scontri al Brennero tra manifestanti e polizia austriaca

Scontri tra polizia austriaca e manifestanti della marcia svoltasi al Brennero contro le politiche Ue sui migranti.

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 24/04/2016 in Attualità da Lorenzo Fantacuzzi
Condividi su:
Lorenzo Fantacuzzi

Scontri tra polizia austriaca e manifesta della marcia svoltasi al Brennero contro le politiche Ue sui migranti. Le autorità austriache riportano che i fermi sono avvenuti in seguito agli scontri che si sono avuti al termine della manifestazione, quando i manifestanti erano giunti sul lato austriaco del confine.

Alcuni di loro, una cinquantina, avrebbero lanciato sassate e bengala contro gli agenti, ferendone alcuni.

Cinque i poliziotti feriti durante i tafferugli avvenuti nel corso di una manifestazione dei centri sociali al valico del Brennero. Lo hanno reso noto le autorità nella regione austriaca del Tirolo. Per il servizio d'ordine alla manifestazione, da parte austriaca sono stati impiegati 100 poliziotti, coadiuvati da un elicottero.

Così il governatore del tirolo Günther Platter: "La violenza - ha affermato - va respinta in ogni modo e non è tollerabile che i dimostranti abbiano attaccato i poliziotti, impegnati per garantire il tranquillo svolgimento della manifestazione". Il governatore Platter ha colto l'occasione per sottolineare la posizione austriaca sulla questione dei migranti: "E' necessaria - ha detto - una sensibile riduzione del movimento di migranti verso le Europa. Nessuno di noi si augura che siano istituiti punti di controllo al Brennero, ma se gli stati europei non sono in grado di rendere sicure le frontiere esterne, l'Austria si troverà costretta ad istituire controlli ai propri confini".

Il lungo corteo partito dalla stazione ferroviaria nei pressi del valico ha marciato fino al confine, giungendo in territorio austriaco. Un gruppo di ragazzi che partecipavano alla manifestazione proveniva da una visita al campo di Idomeni al confine greco ed hanno denunciato quelle che hanno definito le condizioni disumane con le quali vengono accolti i profughi. I giovani dei centri sociali durante il corteo hanno indossato giubbotti di salvataggio, per ricordare i migranti che muoiono annegando in mare nei loro viaggi della speranza.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password