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Coldiretti, i numeri del 2 giugno

Pochi gli italiani in gita

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Fratelli (repubblicani) d’Italia, l’Italia (repubblicana) s’è desta.

In piccola quota anche per farsi una vacanzina, sì da celebrare in modo un po’ più profano (ma pienamente legittimo) il rito laico del 2 giugno. E chissà quanti si saranno portati con sé, viaggiando verso le mete delle loro gite e dei loro pic-nic, un bel vessillo tricolore, pronto per essere sventolato.

Ma che importa, se pure l’avessero dimenticato a casa? Ciò che conta, in fondo, è che almeno una parte (seppur minoritaria) degli italiani abbiano riscoperto (o perché no scoperto) la gioia di fare dell’anniversario della proclamazione della Repubblica una tappa importante nel calendario delle festività dell’anno, almeno quanto la Pasquetta o il Ferragosto. Il primo ad esserne contento, immaginiamo, sarà certamente l’ex capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, che a ridare il giusto valore di festa nazionale al 2 giugno tenne in modo speciale, durante il suo settennato al Quirinale.

Certo, le cifre avrebbero potuto essere più consistenti. Scendendo nei dettagli,quanti sono gli italiani mossisi effettivamente da casa nell’unico  giorno in cui sventolano bandiere che non sia quello di una finale dei Mondiali o degli Europei di calcio, con l’Italia protagonista? Secondo i dati della Coldiretti, pubblicati in tempo reale (cioè proprio il 2 giugno), il 28% degli italiani, più precisamente un cittadino su quattro, ha colto l’opportunità del ponte della Repubblica per recarsi al mare, ai monti o nel verde, a seconda delle regioni, e sfidando anche condizioni meteorologiche non proprio ottimali.  La maggioranza della popolazione, però, è costituita dalle famiglie che sono rimaste a casa: si tratta del 57%, annota via XXIV Maggio (dove si trova la sede centrale della Coldiretti a Roma).

E quali sono state le mete preferite dagli italiani escursionisti in nomine Rei Publicae? Gli agriturismi, che proprio in preparazione della data del 2 giugno si sono attrezzati in modo tale da poter ospitare camper e roulette e proporre attrazioni culinario-culturali. Come si è sempre visto accadere a Pasquetta, in fondo.

La sensazione è che, come il Carnevale abbia ormai una sorta di anticipazione-doppione in una festa importata dall’estero, e cioè Halloween, così in un certo senso anche la Pasquetta ha trovato un doppione (che però in questo caso vale come appendice) nel 2 giugno. La porta dell’Estate dirimpetto alla porta della Primavera.

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