Morti sospette in ospedale, arrestati un medico e l’amante infermiera

Saronno: lui dovrà rispondere di quattro omicidi, oltre a quello del marito della donna perché intralciava la loro relazione

pubblicato il 29/11/2016 in Attualità da Luciano Mazziotta
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Luciano Mazziotta
Laura Taroni in una foto presa da Facebook

Avrebbe provocato la morte di quattro anziani pazienti ricoverati nell’ospedale di Saronno (Va) e del marito della donna con cui aveva intrecciato una relazione sentimentale infermiera nello stesso nosocomio varesino. Le manette questa mattina sono scattate ai polsi di Leonardo Cazzaniga, 60 anni di Rovellasca, medico anestesista. Con lui è stata arrestata anche Laura Taroni, 40 anni di Lomazzo madre di due figli, che dovrà rispondere anche lei del delitto del coniuge.

Ad eseguire le ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei due professionisti che hanno operato per alcuni anni nella struttura sanitaria saronnese sono stati i Carabinieri del nucleo operativo radiomobile comandato dal luogotenente Salvatore Carrà su richiesta del sostituto procuratore bustocco Cristina Ria che sta indagando su alcuni casi di morti sospette all’interno del Pronto Soccorso dove lavorava il medico. Oltre ai due arresti sono stati notificati avvisi di garanzia ad altre dieci persone che avrebbero avuto un ruolo nel coprire la vicenda a vario titolo. A quanto risulta si tratterebbe di medici, dirigenti sanitari e amministrativi. Perquisizioni sono state effettuate oltre che a Saronno anche negli ospedali di Angera e Busto Arsizio.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa i quattro omicidi sarebbero stati commessi solo dal medico dal febbraio 2012 all’aprile 2013. Tutte persone anziane e malate alle quali avrebbe, sempre secondo l’accusa, somministrato dosi letali di farmaci per via endovenosa in sovradosaggio e in rapida successione tra loro (clorpromazina, midazolam, morfina, propofol e promazina). Dalle indagini è poi emerso che il professionista usava riferirsi ad un proprio “protocollo” per il trattamento dei malati terminali, ma è escluso il movente economico.

Il marito dell’infermiera invece sarebbe stato ucciso il 30 giugno 2013 con l’obiettivo di eliminare ogni ostacolo alla relazione in corso tra Cazzaniga e Taroni. Secondo l’accusa, i due amanti “diabolici” non in ospedale avrebbero dato all’uomo, un 45enne residente a Lomazzo e titolare di un’azienda agricola, un mix mortale di farmaci per un lungo periodo di tempo, debilitandolo sino a condurlo alla morte. Le indagini sono state avviate dai Carabinieri del nucleo operativo di Saronno coordinati dal capitano Giuseppe Regina, allora comandante della compagnia, dopo la denuncia di un’infermiera nel 2014. Gli accertamenti patrimoniali sono stati invece condotti dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Varese. In quattro casi sugli otto sospetti analizzati il rapporto somministrazione farmaci-morte è stato accertato “con elevata gravità indiziaria”. Negli altri quattro non è stato escluso che il paziente, dato il suo stato di salute, sarebbe morto comunque nonostante l’avvenuta somministrazione incongrua di farmaci. Le indagini hanno anche escluso il concorso di personale dell’ospedale di Saronno. 

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