Nuovi rinvii a giudizio per Mafia Capitale

In 13 a processo e 4 patteggiamenti per la gestione dei campi nomadi

pubblicato il 12/12/2016 in Attualità da Tino Colacillo
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Tino Colacillo

Nonostante il calo dell'attenzione mediatica, le inchieste sullo scandalo di Mafia Capitale proseguono e nella giornata di ieri si è conclusa una nuova tappa giudiziaria in uno dei tanti filoni delle indagini.

Il Giudice per le indagini preliminari (Gip) Simonetta D'Alessando ha rinviato a giudizio 13 imputati tra funzionari del Comune di Roma, pubblici ufficiali e imprenditori. I reati contestati dal Procuratore aggiunto Paolo Ielo e dai Pm Luca Tescaroli, Maria Letizia Golfieri, Edoardo De Santis e Carlo Lasperanza sono di corruzione, falso e turbativa d'asta.

Gli illeciti si sarebbero verificati tra il 2013 e il 2014 durante l'assegnazione degli appalti a diverse cooperative sociali per la gestione di servizi e lavori di bonifica nei campi nomadi di Via di Salone, Castel Romano e via Cesare Lombroso. Il sistema di corruzione secondo i pubblici ministeri si sarebbe basato su un giro di mazzette e scambio di beni come gioielli, buoni benzina o assunzioni.

Tra le figure di spicco in questa indagine c'è Emanuela Salvatori, allora funzionario del Campidoglio nel settore inclusione sociale e già condannata a 4 anni in un altro processo per gli affari con Salvatore Buzzi, figura centrale di quel "mondo di mezzo" dove avvenivano scambi, favori e corruttele.
Secondo i Pm la Salvatori, per favorire le cooperative 'Saro' e 'Ralam' di Roberto Chierici, in diverse occasioni avrebbe percepito somme di denaro, biglietti per il Gran Teatro e pubblicità per lo studio odontoiatrico della figlia.

Nella stessa udienza il Gip ha convalidato 4 patteggiamenti: 2 anni di reclusione e 40.000 euro per l'imprenditore Massimo Colangeli; 3 anni e 5 mesi  più 75.000 per l'amministratore di due cooperative Roberto Chierici; 2 anni e 9 mesi oltre a 50.000 euro per il funzionario della Polizia Municipale Eliseo De Luca; infine 1 anno e sei mesi per Giuseppe Sesto amministratore di una società coinvolta nello scandalo.

L'avvio del processo è stato fissato per il 19 aprile 2017 e il Comune di Roma Capitale, ritenendosi parte lesa, si è costituito parte civile attraverso l'avvocatura dell'ente rappresentata dall'avvocato Enrico Maggiore. 

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