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La città di Gela colpita al cuore: "le ho soffocate per salvarle", la confessione di Giusy Savatta

Consiglio comunale rinviato, bandiere a mezza asta: proclamato lutto cittadino

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“Ho ucciso le mie figlie per salvarle, avevo paura che mio marito me le portasse via. Ho dovuto farlo”.

Terrificante ed agghiacciante la confessione resa dal letto del “Vittorio Emanuele”, di Giusy Savatta, la 41enne madre di Gela, che lo scorso 27 Dicembre ha soffocato le sue due bimbe, Maria Sofia, di 9 e Gaia di 7 anni perché -a suo dire- erano il suo vero e unico amore.

Voleva stare per sempre con loro perchè temeva di perderle.

La donna, in stato di arresto e piantonata dai carabinieri, ha confessato al procuratore, Fernando Asaro e al Sostituto, Monia Di Marco, di avere soffocato le due figlie:

il modus operandi, il movente ed i particolari. “Ho ucciso le mie due bambine soffocandole con le mie mani – confessa la donna - La candeggina non c’entra niente.

L’ho usata per me perché volevo morire con loro, ma non ci sono riuscita”.

La versione della donna sembra essere confermata anche dalle prime risultanze dell’esame autoptico eseguito sulle vittime dal Dott. Cataldo Raffino, dell’istituto di medicina legale di Catania e sembrerebbe confermare anche che le bambine non avrebbero ingerito la candeggina.

Ancora scosso e traumatizzato il marito della donna, l’ Ing. Enzo Trainito, che era stato a sua volta sentito dalle autorità, incredulo per quanto accaduto;

“Se solo me ne fossi accorto prima, dichiara lo stesso, avrei potuto aiutarla, farla ricoverare, ma non avrei mai pensato che sarebbe arrivata a tanto”. Alla donna, ancora ricoverata per aver tentato il suicidio ingerendo la candeggina, è stato convalidato l’ arresto con l’accusa di duplice omicidio volontario aggravato dal grado di parentela.

Tutta la città di Gela ha voluto rendere omaggio alle sorelline Trainito nel giorno del loro funerale: proclamato il lutto cittadino, bandiere a mezza asta, attività commerciali sospese per tutta la durata del rito funebre e financo il Consiglio Comunale rinviato: testimonianza di una intera collettività ferita ed offesa dall’ insano gesto della donna.

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