Ex consigliere grillino: Le polizze sono contenitori di soldi da investire, che però godono delle agevolazioni fiscali delle polizze vita

Vittorio Bertola, uscito dal movimento prima dell'elezione dell'Appendino spiega il meccanismo "polizze" su fb

pubblicato il 04/02/2017 in Attualità
Condividi su:

Era un consigliere grillino  a  Torino,  poi uscito del Movimento  prima dell'elezione di Appendino.  Con un lungo post su fb spiega i meccanismi che stanno dietro alla stipula di polizze assicurative

"Visto che molti non capiscono la vicenda Raggi-Romeo, vi spiego come funziona il giochino delle polizze vita. Da parecchi anni - si sono diffuse polizze vita che lo sono solo di nome; in realtà sono contenitori di soldi da investire, che però godono delle agevolazioni fiscali delle polizze vita. In particolare, sono impignorabili e permettono di nominare un beneficiario anche diverso dai propri eredi, il quale riceverà i soldi senza pagare le tasse che ci sarebbero sulla successione o sul pagamento di una fattura o di un reddito, e senza tutti i controlli su bonifici o pagamenti in contanti di importo elevato. Molte di queste polizze permettono inoltre il riscatto, pur pagando una penale, anche se l'assicurato non è morto; basta che sia trascorso qualche anno".
 

"Detto quindi che la vicenda è tutta da chiarire e che bisognerà capire i dettagli della polizza e gli altri fatti, il giochino poteva funzionare così: io - continua l'ex consigliere comunale torinese - che voglio un favore dal futuro sindaco di Roma, prima delle elezioni prendo una polizza e lo nomino come beneficiario; dopodiché, se lui vince e mi fa il favore, io faccio passare il tempo minimo necessario e poi riscatto la polizza e lui incassa, altrimenti cambio di nuovo il beneficiario e mi tengo i soldi senza alcuna spesa. Se poi volessi essere sicuro, prima delle elezioni potrei fare la stessa cosa verso esponenti di partiti diversi, così posso poi fare il giochino chiunque sia a vincere".
Bertola è molto sorpreso dal fatto che la  Raggi in non fosse a conoscenza della polizza: "E' vero - sostiene - che non è necessario che il beneficiario sia d'accordo o lo sappia, ma sarebbe piuttosto strano che io, neo-sindaca di Roma, nominassi come mio braccio destro di totale fiducia uno che mi vuole talmente male da cercare di ricattarmi a mia insaputa; e se fossi sotto ricatto, sarebbe piuttosto strano che, una volta scopertolo, invece di andare a denunciarlo - io gli triplicassi lo stipendio".

 

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password