Partecipa a Notizie Nazionali

Sei già registrato?

Accedi con e-mail e password

Italia: 2015 anno dei licenziamenti, aumentano disuguaglianze Nord-Sud

I dati e le cifre dell'economia italiana

Condividi su:

CGIL. Il rapporto sulla qualità dello sviluppo in Italia, messo a punto dalla Fondazione Di Vittorio (l’istituto nazionale della Cgil per la ricerca storica) in collaborazione con l’istituto di sondaggi Tecnè, evidenzia come siano aumentate le disuguaglianze e  peggiorata la percezione di stabilità del lavoro. L’indice generale sulla qualità dello sviluppo scende in media  di un punto, da 100 a 99: nel dettaglio da 110 a 109 il Nord Ovest, da 115 a 113 nel Nord Est , da 103 a 102 nel Centro, mentre nel Mezzogiorno era e resta a 85. In questo trend desolante, se segnalano tre eccezioni regionali: esse sono costituite da Trentino Alto Adige (136), Friuli Venezia Giulia (113) e Veneto (112). 

Nato. Roberta Pinotti interviene alla conferenza dei ministri della Difesa dell’Alleanza Atlantica: l’Italia, afferma, ha una quota di spesa negli investimenti pari al 21%,  quindi superiore al 20% richiesto. Questo anche perché “fra il 2015 e il 2016  ha avuto un incremento leggero delle spese di Difesa”, sottolinea il ministro, e questo “segnala un’inversione di tendenza  rispetto agli anni precedenti.”

Ocse. Conferenza stampa al Tesoro del segretario generale Angel Gurria: in Italia, afferma quest'ultimo, “le importanti riforme di questi ultimi anni iniziano a dare buoni risultati, ma restano ancora problemi complessi da risolvere.” Per questo è importante proseguire sulla strada intrapresa e far sì che “le nuove misure siano attuate pienamente ed efficacemente”. 

Licenziamenti. Nella Pubblica amministrazione i dipendenti licenziati in tutto il 2015 sono stati il 280, il 23% in più rispetto all’anno precedente. I dati sono forniti dal ministero presieduto da Marianna Madia: l’anno preso in esame non aveva ancora visto entrare in vigore il decreto anti-furbetti del cartellino, tornato in queste ore in Cdm. L stragrande maggioranza dei licenziamenti (108 casi) ha come causa le troppe assenze. Seguono le interruzioni dei rapporti di lavoro che hanno a che fare con reati (94), con scarsa efficienza o cattiva condotta (57), piuttosto che con le situazioni di incompatibilità dovute al doppio lavoro (20). Si registra invece a livello nazionale un unico caso di licenziamento sul fronte dell’irreperibilità alla visita fiscale.

Commercio estero. Rispetto all'anno precedente il 2016 ha fatto registrare, per ciò che concerne il capitolo esportazione, un incremento dell'1,1 in valore (ossia valore di produzione, la quantità di beni destinati alla vendita) e dell'1,2 in volume (o fatturato, la quantità di beni effettivamente venduti per i quali sono state emesse le relative fatture). In parziale flessione, invece, l'altro piatto della bilancia, e cioè le importazioni, che calano in valore (-1,4%) ma compensano tale decrescita guardagnando un +3,1% in volume. Dati Istat

 

Condividi su:

Seguici su Facebook