Arrestato Rambo: violentava, picchiava e torturava i migranti

Era anche ai vertici per l'organizzazione del traffico di esseri umani

pubblicato il 20/06/2017 in Attualità da Samantha Ciancaglini
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Samantha Ciancaglini

La Polizia di Stato di Agrigento ha fermato John Ogais, nigeriano, 25 anni. Accusato di picchiare, violentare e torturare i migranti, si trovava nel Cara 'S.Anna' di Isola di Capo Rizzuto, in Calabria. Rambo si faceva chiamare. I reati contestati sono la tratta di migranti tra la Libia e la Sicilia, sequestro di persona, violenza sessuale, omicidio aggravato e favoreggiamento di immigrazione clandestina.

Ad accusare il nigeriano, alcuni testimoni recentemente sbarcati a Lampedusa: "Le torture cui sono stato sottoposto sono innumerevoli. Per esempio: sono stato torturato con i cavetti elettrici in tensione. Nell'occasione mi facevano mettere i piedi per terra dove precedentemente avevano versato dell'acqua. Poi provvedevano ad azionare la corrente elettrica per fare scaricare la tensione addosso a me. Subivo delle scariche elettriche violentissime. Questo avveniva circa due volte alla settimana. Altre volte mi picchiavano, in varie parti del corpo, con dei tubi".

"Ho assistito personalmente al pestaggio sino alla morte di due persone, un nigeriano minorenne e un altro uomo, anch'esso nigeriano ucciso da Rambo davanti al fratello della vittima. Nello stesso momento dell'omicidio, Rambo minacciava armato di pistola, il fratello della vittima, di non raccontare nulla alla famiglia e di farsi mandare immediatamente i soldi - dice un altro - Aggiungo inoltre di avere assistito a diversi violenti pestaggi operati da Rambo nei confronti di migranti".

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