Ferrara, parrucchiera italiana minacciata e aggredita da nigeriano

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 28/11/2018 in Attualità da costel pezzetta
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costel pezzetta

Brutto episodio avvenuto sabato mattina a Ferrara in piazzetta Castellina, quando una parrucchiera è stata minacciata da uno straniero davanti all’ingresso del suo salone nel tentativo di allontanare alcuni facinorosi.


Testimone in prima persona dei fatti che sono avvenuti in rapida successione il presidente dell’Associazione residenti Gad Giuliano Zanotti.

La vicenda si apre con alcuni africani che iniziano a litigare ed a spintonarsi. Un diverbio originatosi in seguito all’arrivo di una cliente in cerca di droga, che i pusher extracomunitari si contendono alla ricerca del guadagno. Il passo alla rissa è breve, e si arriva ad una vera e propria scazzottata. Attorno ai litiganti si forma un capannello di stranieri, che prendono le parti dell’una o dell’altra fazione, ampliando così la portata del conflitto. Mentre i passanti si allontanano rapidamente dalla zona nel timore di restare coinvolti, la titolare di un salone da parrucchiera che si affaccia sulla piazza esce per chiedere a gran voce ai facinorosi di smetterla ed allontanarsi.

Per nulla intimorito, uno dei coinvolti raggiunge la donna con passo rapido, ed in modo minaccioso le punta un dito contro gridando: “Tu stai zitta. Stai attenta e stai calma.”, come riportato da “Il Resto del Carlino”.

“È stata un’intimidazione in piena regola.”, riferisce Giuliano Zanotti, che dinanzi a quella scena si è affrettato ad uscire di casa per difendere la donna, mentre i litiganti iniziavano a disperdersi nel timore dell’arrivo delle forze dell’ordine. “Ormai gli spacciatori hanno preso possesso del territorio a tutti gli effetti e si sentono sicuri. O almeno questa è la sensazione che danno con i loro comportamenti. E mentre succede tutto ciò, a Ferrara si sta ancora a disquisire sull’esistenza o meno della mafia nigeriana. Noi siamo ostaggio di queste situazioni ormai quotidianamente. Se non è mafia questa…”, conclude con amarezza il presidente dell’Associazione residenti Gad.

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