Rai, teatro dei burattini: nuove nomine non rispettano competenze. Ennesima presa in giro ai contribuenti

Borioni (Pd) vota contro nomine di Ferragni e Mazzà alla direzione dei due nuovi canali in inglese e istituzionale. Laganà (dipendenti) non partecipa al voto

pubblicato il 19/06/2020 in Attualità da Marco Zonetti
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Marco Zonetti
Fabrizio Salini e Marcello Foa

La Rai dell'Ad Fabrizio Salini (M5s) e del Presidente Marcello Foa (Lega) è sempre più una farsa conclamata. Ultima rappresentazione tragicomica, l'assegnazione dei due nuovi canali, quello in inglese e quello istituzionale, di cui abbiamo già parlato qui e le cui redini sono state affidate rispettivamente a Fabrizio Ferragni e a Luca Mazzà

Perché tragicomica? Semplice. A parte che i due nomi sono entrambi legati al Carroccio, a testimonianza che quest'ultimo a Viale Mazzini fa ancora il bello e il cattivo tempo malgrado non governi il Paese e sia all'opposizione da quasi un anno. Ma soprattutto, e qui finiamo in una sorta di commedia degli equivoci (peccato a spese dei contribuenti), Ferragni non conosce l'inglese e Mazzà eredita il canale sul quale lo stesso Ferragni aveva lavorato per un anno. In soldoni, Mazzà si appropria - con approvazione istituzionale - del lavoro bocciato al predecessore. 

Una rapsodia delle assurdità, per l'appunto, nei confronti del quale si sono dissociati la consigliera d'amministrazione Rai in quota Pd Rita Borioni - che ha votato contro per "mancanza di chiarezza sulle nomine strategiche" - e il consigliere in quota dipendenti Riccardo Laganà che non ha partecipato al voto. Due voci sempre più fuori dal coro, in una Viale Mazzini sempre più succursale di un teatro dei burattini.

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