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Il Re Mohammed VI. In guardia contro le manovre dei separatisti Polisario a El Guerguerate e nelle zone est del muro di sicurezza in Sahara

La Marcia Verde concretizza le lezioni di patriottismo e di mobilitazione di un'intera nazione dietro Sua Maestà il Re in un'iniziativa volontaristica, pacifista, guidata dall'interesse nazionale.

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Il Re Mohammed VI ha pronunciato sabato sera il tradizionale discorso che commemorava l’avvio della Marcia Verde, 45 anni fa, dal defunto Hassan II per liberare il Sahara dal colonialismo spagnolo. Il discorso è stato dedicato principalmente alla questione del Sahara Marocchino. 
Il Sovrano si è quindi congratulato per gli “sviluppi tangibili” che questo dossier conosce sulla scena internazionale, continentale e locale. 
A livello di Nazioni Unite, ha accolto con favore il fatto che gli approcci e le tesi superati e irrealistici sono stati definitivamente vanificati in occasione dell’adozione delle ultime risoluzioni del Consiglio di sicurezza. Il Sovrano fa riferimento all’abbandono dell’istanza esecutiva dell'ONU dell’opzione del referendum, un vantaggio che consolida le posizioni del Regno, accompagnato dalla conferma della partecipazione effettiva delle vere parti interessate di questo conflitto regionale e che hanno consacrato l’irreversibilità della soluzione politica, realistica e consensuale. Le due edizioni della tavola rotonda di Ginevra, del dicembre 2018 e del marzo 2019, avevano conosciuto infatti la partecipazione del Marocco, dell’Algeria, della Mauritania e del Polisario. Un principio che è stato sancito nell'ultima risoluzione 2548 del Consiglio di sicurezza. “Questo orientamento è in linea con lo spirito dell'iniziativa di autonomia marocchina, sostenuta dal Consiglio di sicurezza e dalle grandi potenze come unica opzione logica per risolvere questo conflitto”, ha precisato il Sovrano. 
Al livello continentale, grazie al ritorno del Marocco in seno alla sua famiglia africana, l'UA ha chiuso con successo il capitolo delle incessanti manovre di cui il Marocco è stato vittima per anni. Da questo ritorno, l'UA ha adottato un approccio costruttivo nel suo pieno sostegno agli sforzi compiuti esclusivamente dall'ONU, dal suo Segretario generale e dal Consiglio di sicurezza, ha ricordato il Re. E’ evidente che l’inaugurazione di sedi consolari di 15 paesi dell’UA è un vantaggio in più per il Marocco, che è in grado di difendere meglio le sue posizioni su questo dossier. Tale orientamento è stato sostenuto dalle grandi potenze che, in materia, hanno adottato posizioni costruttive, in particolare la conclusione di partenariati strategici ed economici che includono, senza eccezione né riserve, le province meridionali del Regno come parte integrante del territorio marocchino. L’Unione europea e il Regno Unito ne sono il perfetto esempio.
Il Re ha inoltre ricordato che i membri della comunità internazionale si rifiutano, nella stragrande maggioranza, di allinearsi alle tesi delle altre parti. Sono ben 163 paesi che rappresentano l’85 per cento degli Stati dell’ONU che non riconoscono l’entità fittizia (fantasma repubblica del polisario).
Quanto al blocco di El Guerguerate e il progetto dei separatisti Polisario sostenuti d'Algeri di stabilire attività nelle zone est del muro di sicurezza, il Re Mohammed VI ha ammonito: “Ribadiamo il nostro rifiuto categorico delle azioni inaccettabili con cui si cerca di ostacolare la fluidità del traffico tra Marocco e Mauritania, di alterare lo status giuridico e storico che prevale a est del muro di sicurezza o ancora di fare uno sfruttamento illegittimo delle risorse della regione”. Privilegiando il buon senso e la saggezza di fronte a queste provocazioni, il Sovrano ha precisato che “con l’ultima forza e la massima fermezza, il Marocco si opporrà agli abusi che cercano di compromettere la sicurezza e la stabilità delle sue province del Sud”. Di fronte a queste agitazioni si è detto persuaso che l’ONU e la sua missione MINURSO continueranno a svolgere il loro dovere vigilando per preservare il cessate-il-fuoco nella zona.
Sul livello locale, lo spirito della Marcia Verde continua a animare il processo di sviluppo al centro del quale si trovano le province del Sud, in particolare nel quadro del nuovo modello di sviluppo delle province del Sud, il Re ha insistito sulla sua determinazione a erigere le province meridionali un motore dello sviluppo regionale e continentale. “È arrivato il momento di valorizzare le numerose potenzialità del loro settore marittimo. A questo proposito, nel corso di quest’anno, e in piena conformità con i principi del diritto internazionale, il Marocco ha portato a termine la delimitazione dei suoi spazi marittimi, inserendoli nell’arsenale giuridico marocchino, rassicurando che il Marocco proseguirà con costanza il dialogo con la vicina Spagna, sulle zone marittime nel quadro del Diritto del Mare e rispetterà il partenariato che unisce i due paesi amici, lontano da qualsiasi volontà unilaterale di imporre il fatto compiuto.

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