Liguria: segregata in casa da due anni, arrestati fratello e marito

Solo ieri la donna ha avvertito le Forze dell'Ordine

pubblicato il 24/02/2014 in Attualità da Angela Menna
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Angela Menna

E' successo ieri ad Andora, dove una marocchina di 26 anni, segregata in casa da due anni, è stata finalmente liberata dai carabinieri della Compagni ad Alassio, dal controllo dei suoi carcerieri: il marito e il cognato. La donna non poteva  uscire o prendere decisioni, altrimenti veniva picchiata con schiaffi e pugni. Il suo compito era servire il marito e il fratello, condurre, quindi, la vita di una schiava. Fortunatamente, la giovane ha fotografato ogni giorno, di nascosto, i segni e le lesioni sul suo corpo. Ieri pomeriggio, la svolta. Con coraggio, la donna ha deciso di chiamare i carabinieri e raccontare la sua storia. L’operatore del 112 rendendosi conto della triste situazione, pur con difficoltà, per un linguaggio appena comprensibile, ha inviato immediatamente una vettura della radiomobile, che giunta sul posto ha dapprima soccorso la donna, facendola accompagnare al Pronto Soccorso, e subito dopo, ha intercettato i due uomini, che stavano cercando di scappare, e li ha accompagnati negli Uffici della Compagnia Carabinieri di Alassio, per l’identificazione e i dovuti accertamenti. I due arrestati sono E.K.R, 40 anni e E.K.A. , 30, marito della donna. Provvidenziale è stato il fatto che il capo equipaggio dell’autoradio conoscesse numerose parole di arabo, comprendendo, quindi, la gravità del racconto dalla donna. Molto utile per gli accertamenti è stato anche l'intervento di un interprete, che  ha potuto descrivere e raccontare la triste vicenda. Per il Pubblico Ministero si tratta senza ombra di dubbio di arresto immediato per lesioni, atti persecutori continuati e sequestro di persona. 

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