Ragusa: Rizzone torna a casa

Nei giorni scorsi la figlia su Facebook aveva lanciato l’appello: Chi l’ha visto?

pubblicato il 06/08/2014 in Attualità da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Raffaele Rizone

Nella cronologia dei sindaci di Ragusa, a partire dal 1926 (consultabile anche su Wikipedia), Raffaele Rizzone occupa il 25° posto. Il politico Dc fu sindaco della città di San Giorgio per un periodo brevissimo, dal 26 giugno al 5 dicembre 1987. In pratica la sua sindacatura fu una sorta di interregno tra i due mandati di Franco Antoci, altro Dc, della cui prima giunta Rizzone aveva fatto parte come assessore al Bilancio. Interregno per di più dimezzato, dal momento che non riuscì neppure a concludere l’anno, quello in cui in un’altra parte della Sicilia si era concluso il maxi-processo contro la mafia: a mangiare il panettone al suo posto fu il socialista Lorenzo Migliore, destinato poi a durare in carica fino a ottobre dell’88. Dopodiché, si spalancarono le porte all’Antoci-bis.
Ci sono politici che declinano per un certo periodo, ma per vocazione non spariscono mai (uno di questi è proprio Antoci, tornato alla ribalta nel 2001 come presidente della provincia ragusana), e ce ne sono altri che, quando un giorno decidono di sparire dalla politica, poi lo fanno davvero. Rizzone appartiene a questa seconda categoria: a cavallo tra la scorsa settimana e quella appena iniziata, però, si è temuto a lungo che fosse sparito proprio in tutti i sensi.  
“Aiutatemi a ritrovare il mio papà, scomparso il 31 luglio zona Catania a bordo della sua auto Toyota Avensis grigio chiaro targa DB874GJ. Chiunque vedesse lui o l’auto contatti me o il 113.” Da qualche giorno questo annuncio compariva sulla pagina Facebook della figlia di Rizzone, Stella, impiegata amministrativa al comune di Ragusa. Stella sapeva che il padre, alla fine di luglio, si era recato a Catania per lavoro, con la sua auto: dopo l’abbandono della politica, infatti, Rizzone era passato a dirigere enti di formazione professionale; dopo un’esperienza all’Enaip, era diventato responsabile dell’Anami, che ha una sede a Ragusa e un’altra a Catania. Nella città etnea aveva in agenda un incontro relativo all’affitto di alcune aule da adibire ai corsi della prossima stagione. Ecco il perché di quella trasferta: nessun mistero. E, se è vero come è vero che l’uomo aveva dimenticato il cellulare a casa, a Marina di Modica (come era già successo altre volte, confermano i familiari), evidentemente contava di non stare lontano per troppo tempo. Settantadue ore dopo, però, qualcuno ha cominciato, legittimamente, a farsi delle domande. E ad allarmarsi. Su Facebook è comparso l’appello per “genitore smarrito”, e, nello stesso tempo, hanno cominciato a muoversi anche la squadra mobile e la Prefettura di Ragusa, col dispositivo di ricerca. Per fortuna, però, Il travaglio è durato solo poche altre ore ancora. Non è stato necessario che gli investigatori lo rintracciassero, è stato lui stesso a farsi ritrovare. Semplicemente, tornando come era partito. Ma allora, che cosa lo ha spinto a scomparire per un week-end lungo? Alle autorità Rizzone ha fatto capire, con evidente eccitazione, che il suo gesto è stato dettato, in sostanza, dalla “vergogna” di tornare dai suoi: altro che immobili da affittare, Rizzone era andato a Catania per vedersela con un problema mica da poco, i debiti accumulati di recente durante la sua gestione dell’Anami. La Regione gli aveva promesso degli aiuti, ma poi lo aveva lasciato solo. Quindi, davvero, non sapeva più dove andare a sbattere la testa. Però, piuttosto che mettere i cari e chi lo conosce a parte dei suoi problemi, meglio far perdere le proprie tracce, con la speranza magari di guadagnare del tempo sfruttando il ruolo di presunto disperso.
Ma Rizzone è persona troppo coscienziosa per poter anche solo concepire il proposito di tagliare la corda e sfuggire ai debiti (e meno che mai di suicidarsi): così, si è ravveduto e ha fatto marcia indietro. Il suo problema finanziario resta, ma almeno ha evitato di diventare, senza meritarlo davvero, un caso nelle mani di Federica Sciarelli.

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