IRAQ. Cacciati i Cristiani: “O ti converti all'Islam o ti uccidiamo”

Nelle regioni del nord del Paese, i Jihadisti liberano le città dai cristiani per ripristinare la purezza islamica.

pubblicato il 07/08/2014 in Attualità da Veronica Murru
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Veronica Murru

7 Ago.  Kirkuk. Nella notte tra il 6 e il 7, migliaia di cristiani Iracheni sono scappati dalle loro case nel nord del Paese mediorientale. Il motivo: il Califfato minaccia la morte dei cristiani iracheni se non si convertono all'Islam.

Già da diverse settimane, i miliziani del novello autoproclamato Califfato dell'Isis, avevano iniziato l'opera di persecuzione dei cristiani.
Tutto è iniziato il 29 giugno, quando è stato creato il nuovo Stato islamico nell'est della Siria e a ovest dell'Iraq. Da subito le dichiarazioni di ostilità del capo Jihadista, Abū Bakr al-Baghdādī, nei confronti dell'occidente e in particolare degli Stati Uniti d'America, minacciandoli di un attacco terroristico peggiore di quello del 11 settembre. La pericolosa battaglia sta avvenendo, ora, in primo luogo nel Medio Oriente. Decine di giorni fa, sono state segnate di rosso le porte delle abitazioni dei cristiani nella città di Mosul e nelle vicinanze. Una volta individuati, sono stati privati di acqua e viveri e poi costretti a scegliere tra cambiare fede religiosa, andare via dalle loro città o morire.
E così le forze curde hanno abbandonato le loro abitazioni nelle città di Mosul e altre, quali Tal Kayf, Bartella, Qaraqosh, scappando dalla persecuzione jihadista e lasciando tutto in mano al nuovo  Stato islamico. Per la prima volta nella storia, Mosul è restata senza cristiani.
La lotta dello Stato islamico contro gli infedeli, ha incluso anche Roma, sede della Cristianità. In un audio messaggio il Califfo aveva incitato i mussulmani a prepararsi alla guerra: “ se Iddio vorrà, conquisteremo Roma e il mondo intero”. Ieri però erano circa duecento i mussulmani che, in segno di solidarietà, hanno partecipato ad una messa celebrata dal Monsignor Louis Sako.

Reazioni:
- L'Arcivescovo caldeo di Kirkuk e Sulaymaniyah, Joseph Thomas, si è detto amareggiato dalla situazione in cui si trovano i cristiani nel territorio mediorientale dominato dai Jihadisti.
- Allo stesso modo il Vescovo di Bagdad, Saad Syroub, afferma: “non è mai accaduto che fossimo cacciati dalle nostre case. Ci servono aiuti internazionali.”
- A chiedere aiuto agli Stati stranieri è anche il Primo Ministro iracheno, Nuri al-Maliki.
- Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Bon Ki Moon, ha parlato di “crimini contro l'umanità” e - il Papà Francesco I ha dichiarato di essere vicino spiritualmente alla sofferenza dei cristiani perseguitati.

Intanto è prevista una riunione tra i Vescovi delle confessioni religiose di Mosul e i diplomatici stranieri e politici locali nel Kurdistan iracheno, al fine di intraprendere decisioni in risposta all'azione dello Stato dell'Isis.

 

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