Nuovi indizi sul giallo della colf ucraina decapitata. Balza fuori un sms

Sono in corso le indagini per fare chiarezza sulla dinamica e il movente del caso.

pubblicato il 26/08/2014 in Attualità da Veronica Murru
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Veronica Murru

Roma 24 Ago. È stata uccisa sul posto di lavoro una colf ucraina di 38 anni da Federico Leonelli, ospite dei proprietari della villa, assenti il giorno dell'omicidio. L'uomo colto sul fatto, secondo quanto dichiarato dalla polizia, avrebbe cercato di scappare; è stato poi sparato ed è morto. Ora sono in corso le indagini su un presunto sms inviato dalla vittima e sull'intera vicenda del giallo del quartiere Eur di Roma, mentre si attendono a breve i risultatati delle autopsie.

Ancora non si conoscono le motivazioni che, domenica 24 agosto a Roma presso il calmo quartiere dell'Eur, hanno fatto di un giovane 35enne un killer. Vittima della follia dell'uomo è stata la colf ucraina, Oksama Martseniuk, la quale lavorava nella villa sita nel 32° quartiere della capitale, dove Federico Leonelli, figlio di un funzionario delle forze armate, era ospite della coppia di proprietari dell'immobile, assenti per le vacanze estive.
Il delitto si è consumato in via Birmania, tra il terrore dei vicini che, sentendo le urla disumane di dolore della donna, hanno chiamato subito le forze dell'ordine. Fatto irruzione nella villa, gli agenti della polizia hanno trovato il corpo della donna ucraina riverso a terra in una pozza di sangue e decapitata. L'assassino era ancora in casa e una volta appurata la sua presenza, i poliziotti hanno cercato di fermare l'uomo che gli ha minacciati con un grosso coltello, scappando verso la sua auto. Non ha però fatto in tempo a dileguarsi che uno sparo lo ha lasciato gravemente ferito. I soccorsi a nulla sono serviti, l'uomo infatti è morto poco dopo mentre lo trasportavano all'ospedale Sant'Eugenio.
Gli inquirenti della procura di Roma stanno cercando di ricostruire la dinamica dell'accaduto e individuare la causa scatenante dell'insano gesto del 35enne italiano. Dalle informazioni ottenute, tra i due deceduti non c'era mai stato nessun rapporto o legame di alcun genere. In un primo momento si è ipotizzato che si sia trattato di un tentativo di stupro non riuscito e culminato in un omicidio volontario. D'altro canto alcuni elementi, tratti dall'investigazione fatto sul luogo dell'omicidio, hanno fatto escludere quasi del tutto questa ipotesi. Infatti l'uomo avrebbe aggredito la donna fuori casa, in giardino, e poi trascinata in casa, visto le evidenti strisce di sangue trovate per tutto il corridoio, nella quale, se avesse avuto il tempo,  avrebbe fatto a pezzi la vittima e poi nascosto gli indizi. A fare maggior luce sul caso sarà, forse, l'analisi dei video registrati dalle telecamere presenti nelle mura adiacenti la villa. Tra i vari indizi, una prova risulta di importanza non trascurabile. La colf dell'est europeo avrebbe inviato, la sera prima del suo omicidio, un sms al proprietario denunciando il comportamento strano del coinquilino che girava per casa con armi da caccia e da pesca subacquea.
Strano anche l'abbigliamento dell'uomo il giorno del delitto,il quale indossava una tuta paramilitare e una maschera.
La procura ha disposto le 2 autopsie per i prossimi giorni, anche quella del killer, per capire se è stato sparato per legittima difesa o meno. Intanto la sorella dell'uomo chiede che sia fatta chiarezza sollevando per prima dei dubbi sulla morte del fratello.

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