Davagna: donna uccisa con un'ascia e poi bruciata

In stato di fermo il presunto omicida, un uomo psicolabile che la donna assisteva

pubblicato il 14/09/2014 in Attualità da Veronica Murru
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Veronica Murru

È stato ritrovato, in una villa nella provincia di Genova, il corpo carbonizzato di Barbara Carbone, casalinga 46enne di Davagna, la quale sarebbe stata uccisa a colpi di ascia la notte scorsa. Indagato il presunto omicida, Remo Carbone, ex muratore psicolabile (non parente della vittima). A giorni l'autopsia.

Barbara Carbone, 46 anni, era sposata con Armando Corona e viveva con il marito e 4 cani in una villa nelle alture in provincia di Genova. Stamattina il suo corpo è stato trovato quasi totalmente bruciato nell'abitazione di Remo Carbone, vicino di casa della donna, dal quale la casalinga si recava per assisterlo e portargli medicinali. A dare l'allarme sono stati i vicini, i quali hanno notato del fumo uscire dall'abitazione del principale sospettato dell'omicidio. In base alle testimonianze del marito, pare che Barbara Carbone, la notte del 13, avesse cenato con il coniuge e si fosse poi recata dal vicino psicolabile per dargli delle medicine e offrirgli un aiuto. La donna infatti, dicono i vicini, era una benefattrice che si occupava delle persone bisognose e con problemi. La scorsa notte, aveva avvisato al marito che avrebbe fatto tardi, così l'uomo non l'ha aspettata sveglio. Questa mattina, intorno alle 7:30, preoccupato della sua assenza, ha chiamato i vicini, i quali avevano appena lanciato l'allarme di un incendio presso l'abitazione del Carbone. Quando i carabinieri hanno fatto irruzione nella villa, hanno trovato il corpo di Barbara Carbone su un materasso, ormai parzialmente carbonizzata. Dalle ricostruzioni fatte dai militari, la donna sarebbe stata colpita almeno 3 volte con un ascia nel giardino, dove sono state trovate delle tracce di sangue e l'arma del delitto, e poi trascinata ormai inerme nel piano superiore e bruciata. L'uomo non era in casa al momento del ritrovamento; è stato poi trovato seduto in un bar di Bargagli, che beveva incurante di quanto fosse accaduto. L'ex muratore si è dichiarato innocente e per ora è comunque in stato di fermo. Il 53enne ligure soffriva da tempo di problemi psichici ed era stato affidato ai servizi sociali. Restano ancora dei dubbi circa le modalità attraverso le quali è riuscito a trasportare il corpo della donna sino al piano superiore per le scale, essendo la donna abbastanza pesante. Farà luce sull'accaduto l'autopsia, che verrà effettuata nei prossimi giorni.

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