Le novità del Jobs Act.

Come cambierà il mondo del lavoro.

pubblicato il 30/09/2014 in Attualità da Tony Mariotti
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Tony Mariotti

Il “day after” di una delle più discusse Direzioni del Partito Democratico ci restituisce un Matteo Renzi più leader che mai ed una riforma del mondo del lavoro che diventa qualcosa di più di una semplice bozza.
Il segretario del PD non vuole perdere tempo ed annuncia per il Jobs Act un deciso cambio di marcia, già da mercoledì infatti dovrebbe riprendere il cammino nell'Aula del Senato.
L'attenzione dei media si è in questi giorni focalizzata sull'abrogazione dell'art. 18 e sulla conseguente sostituzione del reintegro con l'indennizzo economico in caso di licenziamento illegittimo. Restano esclusi dalla riforma i licenziamenti illegittimi per motivi discriminatori, che continueranno ad essere sanabili tramite il reintegro e in alternativa l'indennizzo, ed i licenziamenti illegittimi per cause economiche, nei quali è la legge Fornero a prevedere il solo indennizzo.
Oltre al tanto discusso articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, sono tante le novità che, se accettate e votate, cambieranno il volto del mondo del lavoro.
Verranno potenziati i ricorsi ai contratti di solidarietà con la prospettiva di più personale occupato a fronte di meno ore lavorate e minor retribuzione. Nel concetto di solidarietà ricadranno anche le ferie, una quota delle stesse potrà infatti essere ceduta a chi ne dovesse aver bisogno con il solo vincolo dell'utilizzo per assistere figli minori bisognosi di cure. Uno degli obiettivi più ambiziosi è poi quello di sfoltire l'intricata giungla delle diverse tipologie di contratti con la creazione di un contratto base a tutele crescenti. È prevista una modifica dei limiti dell'inquadramento mentre dovrebbe diventare più flessibile il cambiare mansione al punto da poter prevedere, in casi limite, anche il demansionamento. Riformata sarà anche la Cassa Integrazione Guadagni, l'utilizzo della quale sarà possibile solo a seguito di una riduzione dell'orario lavorativo. Se non eliminati, per i contratti CO.CO.CO. sarà previsto un salario minimo garantito. Aumenterà anche l'assegno di disoccupazione, l'ASPI, la cui entità sarà rapportata alla “storia contributiva” del lavoratore e la cui durata dovrebbe sensibilmente aumentare. Sempre se non eliminati, l'ASPI potrebbe essere esteso anche ai contratti CO.CO.CO.
Si attendono nei prossimi giorni le controproposte delle opposizioni e delle parti sociali, sindacati in testa, per un volto, quello del lavoro, che, complici le rughe che la crisi ha prodotto, necessita di un rapido make-up.

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