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Attacchi al centro immigrazione di Tor Sapienza

Roma: bombe carta, incendi e lancio di oggetti. Rivolta in periferia.

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Episodi al limite dell'esasperazione e del razzismo a Tor Sapienza, a Roma, dove hanno manifestato i residenti della borgata contro gli immigrati che sono ospitati nel centro accoglienza della periferia romana. Troppi furti e violenze, non si è più sicuri, sono le parole di denuncia delle famiglie che puntano il dito contro gli extra communitari e si fanno giustizia da soli.

È successo nella notte tra il 10 e l'11 novembre nel quartiere di Tor Sapienza, periferia est di Roma.
L'assalto avvenuto nella borgata della capitale, è stato rivolto contro il centro immigrazione in Viale Giorgio Morandi, in seguito alla disperazione dei residenti circa l'abbandono del quartiere, diventato da tempo poco sicuro. La rivolta nei confronti degli immigrati, ospitati nel centro di accoglienza di Tor Sapienza, ha visto un gruppo di almeno 50 persone scatenare la propria furia, attraverso lanci di bombe carta, incendi ai cassonetti e alle automobili.
La risposta da parte degli immigrati è stata altrettanto dura, lanci di oggetti dalle finestre del centro, urla e insulti. Nell'edificio sono ospitate persone dalle diverse nazionalità, anche minorenni ai quali si offre asilo secondo il programma di aiuto Mare Nostrum. In tale clima di violenza è intervenuta la polizia, si sono rese necessarie cariche contro i manifestanti in rivolta affinché si placassero gli animi. Le forze dell'ordine sono rimaste a presidiare la struttura, per evitare che questi episodi si ripetano. Durante gli scontri sono state ferite almeno due persone, tra cui un poliziotto, e quindi portati all'ospedale, dove sono state riconosciute, fortunatamente, solo lievi contusioni. Il Presidente del Comitato di Tor Sapienza ha affermato all'Ansa che la borgata è stata nel tempo abbandonata, ed ormai la tensione è alle stelle. Dice, inoltre, la sera non si può più uscire, le aggressioni e i furti sono aumentati.

In una situazione in cui, evidentemente, manca la tutela della sicurezza in una zona periferica lasciata a se stessa, ci si “scanna” tra poveri e deboli, generalizzando i crimini ed imputandoli ad una etnia.  È cresciuta la convinzione che la causa del male siano gli immigrati in quanto tali, piuttosto che ricercare la colpevolezza nell'inadeguatezza del sistema nel saper gestire l'ordine pubblico e condannare i crimini dei delinquenti. I fatti di cronaca ci informano quanto la delinquenza in realtà non abbia bandiera. Si crede inoltre che alla violenza si risponda con altrettanta violenza, dimenticando di lottare a suon di diritti e rivendicazioni.

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