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Gdf, ex comandante rapinato in casa a Roma

Il generale stava rientrando in casa

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Brutta avventura per Roberto Speciale, ex generale della Guardia di Finanza, al rientro nel suo domicilio capitolino la notte  sabato 31 gennaio. Ad aspettare lui e la moglie c’era un gruppo di malviventi armati e incappucciati che, dopo aver teso loro un agguato sull’uscio di casa, nel quartiere dell’Infernetto, zona sud della capitale – il “sequestro” è avvenuto in pratica nel giardinetto antistante l’abitazione -, li hanno portati dentro e poi debitamente legati con fascette elettriche e imbavagliati. I ladri avrebbero prelevato dalla casa di Speciale una serie di oggetti di valore, argenteria e gioielli,  e un’auto, una Toyota Rav 4. Dopo un’ora dalla fuga di quegli uomini, il militare è finalmente riuscito a liberarsi e a chiamare il 113.
Secondo Speciale i banditi – forse sarebbe meglio chiamarli “drughi”, dal momento che il comandante ha definito tutta la vicenda un episodio di “arancia meccanica” – non hanno agito a caso: in realtà lo conoscevano, e lo dimostra il fatto che lo hanno chiamato più volte per nome. Sospetta che potessero essere albanesi.
“Nella mia vita ne ho viste tante, sono stato in Afghanistan, nel Kosovo, in Libano, ma un’esperienza così ancora mi mancava. E pensare che in vent’anni di vita in questo quartiere (l’Infernetto, ndr) a me e a mia moglie non era mai successo niente di male”.  Nel catalogo delle sue avventure da generale senza macchia e senza paura Speciale, a capo delle Fiamme gialle dal 2003 al 2007, ha omesso, forse per modestia, il suo quinquennio nelle paludi del Parlamento italiano: è stato infatti anche deputato della Repubblica con il Popolo della Libertà dal 2008 al 2013. 

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