Renzi: "nessun intervento italiano in Libia"

Il premier: "ci vuole calma". Prodi e Grillo dicono no alla guerra mentre l'aviazione egiziana colpisce Bengasi e Sirte

pubblicato il 17/02/2015 in Attualità da Ignazio Angelo Pisanu
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Ignazio Angelo Pisanu

Smentita di Renzi: nessun intervento italiano in Libia
Il premier: "ci vuole calma". Intanto l'aviazione egiziana colpisce Bengasi e Sirte.

Il premier Matteo Renzi smentisce, per ora, ogni possibilità di un intervento italiano in territorio libico - La situazione è esplosa in poco tempo ma il premier predica prudenza. Pur ammettendo chiaramente che  "la situazione è fuori controllo", Renzi - che stamane ha avuto un colloquio telefonico con l'egiziano al-Sisi, sottolinea che sarebbe inutile e molto pericoloso "passare dall'indifferenza all'isteria e alla preoccupazione irragionevole".

I presidente francese Hollande e quello egiziano al-Sisi chiedono una convocazione d'urgenza del consiglio di sicurezza dell'Onu - Si attendono le nuove misure delle Nazioni Unite per combattere il jhiadismo mentre sembra che "il vessillo nero del Califfato sventoli già anche a Tripoli".
In realtà - come sottolinea il nostro premier - L'Isis non ha invaso il paese nordafricano in senso stretto ma alcune milizie estremiste della Libia sono entrate nell'orbita del Califfato.

I politici italiani finora si sono divisi Beppe Grillo ha lanciato il tweet #NoAllaGuerra "dell'armata Brancaleone" di Renzi. Per il fondatore del Movimento 5 Stelle Mattarella dovrebbe impegnarsi per impedire qualsiasi azione bellica che possa coinvolgere l'Italia. Grillo ricorda che non spetta al governo decidere se entrare in guerra o meno. La costituzione impone infatti un monito del presidente della repubblica. Silvio Berlusconi nei giorni scorsi si era dimostrato favorevole a un intervento di terra contro gli jhiadisti, "anche se come ultimo mezzo e in caso di fallimento della diplomazia". Romano Prodi - ai microfoni di RaiNews24 ha ribadito il suo no categorico alla guerra.

Per il ministro della difesa Roberta Pinotti urge che la diplomazia agisca velocemente. "Immaginate un paese vasto come la Libia in mano alle forze del male". Pinotti sottolinea l'importanza dell'avvio di un serio dialogo internazionale che coinvolga elementi moderati. Il ministro assicura inoltre che "le forze armate italiane hanno una capacità a tutto tondo di difendere il paese".

Il presidente dell'Onu Ban Ki-moon è convinto la strategia da attuare rimane quella diplomatica: "il dialogo è il miglior modo per aiutare la Libia a superare la crisi attuale".

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