Il caso Moro e la musica “ritrovata”

17 audiocassette fanno la loro comparsa dal covo brigatista di via Gradoli

pubblicato il 14/03/2015 in Attualità da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino

Una serie di cassette musicali (diciotto meno una) compaiono sulla scena nel corso del lavoro portato avanti dalla Commissione d'inchiesta sul Caso Moro, senza mai essere toccate per 37 anni.

A distanza di 37 anni la vincenda di Aldo Moro continua a riservare, se non verità sconvolgenti senz'altro colpi di scena a dir poco inquietanti, come la (ri)comparsa di ben 17 audiocassette dai reperti sequestrati a suo tempo nel covo brigatista di via Gradoli, dove alloggiavano Mario Moretti e Barbara Balzerani poche ore prima della sua fortunosa scoperta da parte dei Vigili del Fuoco dopo una provocata perdita d'acqua, avvenuta lo stesso giorno del falso comunicato n°7,  che annunciava la morte di Aldo Moro al lago della Duchessa.


Le cassette musicali, che dovevano essere diciotto ma di cui  una è misteriosamente scomparsa, con Francesco Guccini e gli Inti Illimani, potrebbero essere quelle in cui venivano registrati gli interrogatori dello statista democristiano sequestrato dalle BR, poi opportunamente coperte, stando alle rivelazioni del brigatista Valerio Morucci,  con una nuova registrazione musicale, anche se una delle 17 cassette pare che contenga una voce maschile in sottofondo, forse proprio quella di Mario Moretti.

Ma tra queste audiocassette potrebbero esservi anche quelle usate dai brigatisti per portare la santa messa a Moro, che da profondo cattolico ne aveva fatto richiesta, durante la sua prigionia. Per quanto riguarda la cassetta mancante tra le diciotto esistenti l'avvocato Valter Biscotti, legale delle vittime di via Fani ha espresso un suo pensiero:  Facciamo una scommessa. So che la cassetta mancante sulle 18 sequestrate nel 1978 in via Gradoli e acquisite ora dalla Commissione è una a due cifre, cioè da 10 a 18. Scommetto che alla fine mancherà la numero 13, perché è quella che ha delle voci incise molto interessanti e mai pienamente analizzate.

Le audiocassette sono state acquisite dal presidente della Commissione d'inchiesta Fioroni grazie al lavoro d'indagine del magistrato Antonia Gianmaria e presto verranno consegnate ai Carabinieri del RIS per conoscerne il contenuto e valutare la loro importanza per i lavori della Commissione.

Lavori che nei giorni scorsi hanno visto la deposizione dell'arcivescovo Antonio Mennini riguardo al suo presunto ruolo di collegamento tra le BR e il Vaticano, deposizione che non ha convinto il vicepresidente di commissione Gero Grassi e dopo la quale, pochi giorni dopo, è seguito il ritrovamento delle audiocassette.

Una strana circostanza, come il fatto che le cassette non siano mai state analizzate a fondo e dimenticate tra gli scaffali dei reperti. Particolari che vanno ad ingrossare l'elenco delle stranezze, fin troppo nutrito, dell'affaire Moro.


Le audiocassette forse non porteranno, almeno per il momento, a rivelazioni sconvolgenti ma certo vanno a dimostrare quanta ombra ancora aleggi sul caso Moro e quanto la verità, o sarebbe meglio dire le verità, visti quanti scenari sono stati ipotizzati e presentati, sia ancora ben lontana dall'essere scritta.

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