Perquisizioni a tappeto nell’inchiesta sulla gestione illecita di grandi opere

L'indagine riguarda investimenti pubblici per circa 25 miliardi di euro

pubblicato il 17/03/2015 in Attualità da Valentina Roselli
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Valentina Roselli

La Procura di Firenze, diretta da Giuseppe Creazzo, ha scoperchiato l’esimo capillare sistema corruttivo italiano nel quale  erano coinvolti dirigenti pubblici, società aggiudicatarie di appalti e imprese esecutrici dei lavori. Proseguono le  centinaia di Perquisizioni in uffici di società e uffici istituzionali come l’ufficio Grandi Opere al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, della Rete Ferroviaria Italiana, dell'Anas International Enterprises, delle Ferrovie del Sud Est srl, del Consorzio Autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre, dell'Autostrada regionale Cispadana spa e dell'Autorità portuale Nord Sardegna.

Dall'indagine è emerso, inoltre, come Stefano Perotti abbia  manovrato l’appalto dei lavori per la realizzazione del cosiddetto Palazzo Italia per Expo 2015, favorendo l'assegnazione dei lavori alla società Speno International, a lui riconducibile. Stefano Perotti ha ottenuto tra gli altri, saltando del tutto gli ostacoli burocratico-amministrativi, l'incarico di direttore dei lavori di un appalto Anas relativo a un macro lotto dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e la  progettazione del nuovo centro direzionale Eni di San Donato Milanese.

Dal canto suo Perotti, "avrebbe assicurato l'affidamento di incarichi di consulenza o tecnici a soggetti indicati dallo stesso Incalza, personale della  Green Field System srl, una società gestita di fatto dai due arrestati. Tra i 47 indagati a piede libero ci sono anche quattro esponenti politici: Vito Bonsignore (ex Pdl), Antonio Bargone, ex sottosegretario ai lavori pubblici nei governi Prodi e D'Alema (ex Ds), Stefano Saglia, ex sottosegretario al ministero per lo sviluppo economico (ex Pdl), e Rocco Girlanda, ex sottosegretario alle Infrastrutture (ex Pdl).

Perotti avrebbe procurato degli incarichi di lavoro al figlio del ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, Luca, che non è indagato e che adesso si trova a New York.  Lupi smentisce seccamente "Non ho mai chiesto all'ingegner Perotti né a chicchessia di far lavorare mio figlio. Non è nel mio costume e sarebbe un comportamento che riterrei profondamente sbagliato".

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