Roma: capitale di furti, spaccio e aggressioni

L'allarme rosso lanciato dai dati Censis a 7 mesi dal Giubileo

pubblicato il 13/05/2015 in Attualità da Lucia Di Candilo
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Lucia Di Candilo

Roma da paura: tra il 2010 e il 2013 nella Capitale i dati relativi a furti, spaccio e borseggi fanno impressione. A scatenare l'allarme sono stati i risultati del primo numero del diario «Roma verso il Giubileo» del Censis che fotografano la situazione della capitale a 7 mesi dal Giubileo.  

Le percentuali da paura:

Negli ultimi tre anni (2010-2013) i borseggi sono aumentati del 75% (molto più della media nazionale, pari a +43,7%), i furti nei negozi del 29,5% (+15,2% in Italia), i furti sulle auto in sosta del 20,6% (+5,1% il valore medio del Paese). Anche i reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti sono allarmanti: nell'ultimo triennio questi reati sono aumentati del 43,4% contro una media nazionale pari solo a +3,3%. I numeri raccontano un'insicurezza crescente in strada, nelle piazze e nei luoghi pubblici della capitale, una pericolosa deriva di micro-illegalità diffusa che semina insicurezza tra i cittadini. E non mancano forme di illegalità di nicchia più alta, con i furti di opere d'arte e materiale archeologico aumentati del 38,9% negli ultimi tre anni.

I cittadini sempre più insicuri non si sentono tutelati

Roma è una città percepita sempre meno sicura dai suoi abitanti. Il 55,4% dei romani, infatti, ritiene la capitale una città oggi meno sicura rispetto a qualche anno fa. Ne sono convinti soprattutto i residenti dei quartieri del centro (58,6%) e della estrema periferia (56,4%), le donne (60,5%) e i più giovani (di 18-29 anni: 65%). Quasi un terzo dei romani è convinto che in città negli ultimi anni i rapporti tra le persone si siano deteriorati: rabbia repressa ed esasperazione sono sentimenti che animano spesso la vita quotidiana dei cittadini. Non a caso crescono i reati di percosse (+31,2% a Roma negli ultimi tre anni, +9,4% in Italia), minacce (+27%, +6,3% nella media nazionale), estorsioni (+21,7%, +14,9% il valore medio del Paese) e lesioni dolose (+19,6% contro +2,2%). Sono dinamiche sociali patologiche in una città in cui i servizi e gli operatori che fanno capo al Comune sono considerati in generale poco efficienti, basti pensare, infatti, che solo il 7,8% dei cittadini romani pensa che i vigili urbani siano tra i servizi che funzionano meglio.

La mappa della paura

È l'Esquilino il quartiere più insicuro (lo pensa il 13,8% dei romani), seguito da San Basilio (12,3%), Corviale e il Trullo (11,2%), Centocelle (11,1%), Torpignattara (10,4%), Torre Angela e Torbellamonaca (9%). Per i cittadini i luoghi più pericolosi sono la stazione Termini e i relativi dintorni (67,5%), piazza Vittorio (20,4%), la stazione Tiburtina (18,6%) e la stazione Ostiense (11,7%). Sono considerate molto insicure e da evitare le strade isolate (lo pensa il 54,7% dei romani), le stazioni della metropolitana (32%), i luoghi di ritrovo di extracomunitari e delle comitive di giovani (27,1%), le fermate degli autobus (13,3%) e i vagoni della metro (12,3%).

In vista del Giubileo...

la minaccia globale che preoccupa di più i romani è il terrorismo internazionale che fa paura al 43% dei cittadini, più della crisi economica internazionale (39%), dei rischi climatici che potrebbero causare catastrofi naturali (34,8%), delle guerre legate alle diversità religiose e culturali (26,7%), della perdita di competitività della città (21%), delle ondate migratorie provenienti dai Paesi poveri o dai teatri di guerra (19,9%), del ritorno di malattie un tempo debellate o endemiche (15,5%).

La voce ai cittadini: "Chiediamo che si faccia di più e meglio"

Per i romani la sicurezza torna al vertice dell'agenda dell'amministrazione cittadina: "Non siamo più disposti a vivere in situazioni di degrado quotidiano - commentano alcuni romani - pretendiamo quella sicurezza che ormai non esiste più da parecchio tempo". Per rassicurarli non basteranno estemporanee esibizioni «muscolari», ad esempio con i militari nelle strade oppure le unità cinofile nelle metopolitane, ma servirà una strategia integrata che metta insieme l'impegno delle forze dell'ordine, il decoro della città, la possibilità concreta di fruire liberamente dei luoghi pubblici (sempre e ovunque, di giorno e di notte), ma anche le tante forme di autotutela privata da parte di cittadini e operatori economici (telecamere, sistemi di sicurezza, congegni antifurto, ecc.). Questa è l'unica vera strategia per rendere la città impermeabile alla criminalità micro e macro, e per rilanciare nel mondo l'immagine di Roma come città sicura e accogliente. "Roma merita di tornare a essere la caput mundi", chiosa un cittadino romano. 

Le risposte dell'amministrazione

"Il rapporto del Censis fotografa con precisione quello che gridiamo ormai da mesi o anni - afferma Simona Baldassarre, consigliere municipale presso Municipio I - Roma Centro Storico - Roma è in mano ai delinquenti: agiscono nella certezza di restare impuniti, le rare volte che vengono fermati dopo poche ore tornano a fare il loro sporco lavoro. Indifferenza, buonismo, incapacità questi sono i mali dell'attuale amministrazione. Ci fanno credere che sono risorse e si sentono (e lo sono) intoccabili. Se noi andiamo ai Fori Imperiali - continua Baldassarre - a verificare il degrado, la Polizia controlla noi ma ignora gli abusivi. Ho scritto personalmente al prefetto, che ha incontrato la Alfonsi senza di noi dell'opposizione, per far presente l'ipocrisia fatale nella quale ci costringono, mi ha risposto che ci ascolterà al più presto. Io me lo auguro. Oggi ciò che occorre più di tutto è una mano ferma e chi delinque deve essere punito, sempre".

"Il dossier del Censis fotografa una situazione allarmante. Roma non merita di essere trasformata in un Far west. A sette mesi dal Giubileo, Marino deve dare subito un segnale di discontinuità rispetto al passato mettendo al primo punto della sua agenda il problema della sicurezza». È quanto afferma in una nota Stefano Pedica del Pd. «Roma ha bisogno subito di un piano sicurezza. - continua Pedica - Per troppo tempo è stata abbandonata a se stessa e ora è il momento di rimboccarsi le maniche. Marino cambi verso a una città che merita di tornare a essere la caput mundi. Ma faccia presto, perché la situazione sta degenerando».

«Negli ultimi tre anni nella Capitale i borseggi sono aumentati del 75%, i furti nei negozi del 29,5%, quelli delle automobili del 20,6 %, in più oltre il 55% dei romani ritiene la città più insicura di qualche anno fa - dichiara Davide Bordoni, Coordinatore Romano e Capogruppo di Forza Italia in Assemblea Capitolina - Questa è solo una parte della preoccupante descrizione di Roma che il Censis redige a pochi mesi dal Giubileo. È la situazione che il Ministro Alfano e il Sindaco Marino hanno contribuito a creare con il loro dolce far niente. I dati peggiorano di anno in anno a causa dell'assenza di politiche serie e decise, chiediamo ad Alfano come farà a difendere la Capitale dal terrorismo, se non riesce a controllare neanche i borseggiatori. Sono mesi che denunciamo nelle sedi istituzionali e a mezzo stampa il dilagare dei reati che rendono insopportabile il vivere quotidiano dei romani. Mentre il Sindaco rilascia dichiarazioni vaneggianti affermando di aver trasformato Roma, rendendola una città a colori, i cittadini sono costretti a subire una perenne condizione di pericolo, a casa, per strada, nel luogo di lavoro. Sarebbe davvero il caso che Marino liberasse finalmente la città dal suo malgoverno prima dell'arrivo del Giubileo - conclude Bordoni - o l'immagine che daremo di Roma rischierà di essere pietosa agli occhi delle altre grandi Capitali Occidentali».

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