La Val D’Aosta rifiuta i migranti per preservare la loro dignità

Per alcuni la scarsa accoglienza degli immigrati in Val D’Aosta è una strategia politica

pubblicato il 19/05/2015 in Attualità da Valentina Roselli
Condividi su:
Valentina Roselli

La Val d’aosta si è rifiutata di accogliere 79 migranti ma non vuole essere giudicata egoista. Nel suo quadro da cartolina di valle incantata con le innevate cime del Monte Bianco , questa regione sembra lontana anni luce dal dramma che si svolge nel Mediterraneo dove solo quest’anno sono morte 770 persone.

Le altre regioni italiane ospitano loro malgrado, un consistente numero di migranti per un totale di 80 000 in tutta l’Italia, ma  la piccola regione  francofona nell’estermo nord-est del paese ne ospita attualmente 62 . Una pioggia di critiche si è abbattuta sul presidente della regione Augusto Rollandin quando si è rifiutato di accoglierne altri 79 inviati da Roma . "Non si tratta solo di accogliere i migranti e metterli chissà dove" spiega Rollandin. " non è una posizione ideologica , non è razzimo , è una questione di voler dare dignità oltre all’accoglienza"  Secondo il presidente la regione non ha una capacità di accoglienza dignitosa.

Diciotto dei 62 migrandi accolti in Val D’aosta risiede alla Sorgente, un piccolo vecchio hotel dove nigeriani e malindi aspettano la risposta alla loro richiesta d’asilo , fanno dei controlli medici e seguono dei corsi di italiano. Per svagarsi fanno delle camminate, giocano a calcio con i bambini valdostani.  Racconta Faman Camara, 35 anni, arrivato il settembre scorso dal Mali dopo una traversata terribile del Mediterraneo. Oggi si dice a suo agio e quasi mai oggetto di razzismo e sogna di poter ricominciare il suo lavoro di parrucchiere dopo naturalmente "aver imparato a tagliare i capelli dei bianchi" Moudibo Traoré, 31 anni , spera anche lui ardentemente di lavorare ma si dice consapevole della crisi economica che attraversa l’Italia, dove la disoccupazione tocca il 13 % della popolazioen attiva e il 43% dei giovani.

Andrea Borney, il porta voce di un collettivo di associazioni pensa che la regione potrebbe comunque fare di più. Secondo lui il rifiuto del presidente della Regione è dovuto a motivi soprattutto politici, legato alla recenti elezioni amminsitrative dove la lega Nord ha guadagnato del terreno "Bisogna capire che questa gente non viene per rubarci il lavoro e che non sono un costo per la nostra società, La nostra valle ha una vocazione turistica e votata all’ospitalità. La Vallée d'Aosta non è razzista ma potrebbe diventarlo se la situazione sarà mal gestita. » conclude Borney.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password