Gli sbarchi infiniti

Migranti arrivati a Leuca e in fuga tra i turisti

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 02/06/2015 in Attualità da Lorenzo Fantacuzzi
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Lorenzo Fantacuzzi

Inevitabile con l’arrivo dell’estate l’aumento degli sbarchi. Ormai non si contano più e che si occupa di questa emergenza, in loco, vive con una sorta di naturale rassegnazione questa situazione.

Certo di naturale non ha nulla. Ci sentiamo ripetere da talk show e telegiornali che L’Europa deve fare di più! Affondare i barconi li o nel mare. Bloccare gli arrivi nei paesi di partenza oppure rimpacchettarli e rimandarli al mittente.

Ci sono delle convenzioni internazionali, firmate anche dal nostro paese, oltre a un obbligo morale che se vedi in mare un barca piena di persone alla deriva, li devi chiaramente soccorrere e non proseguire dritto girando la faccia dall’altra parte.

Ora se è vero che siamo un paese civile, dobbiamo comportarci civilmente e questo ci obbliga a prestare soccorso. Altra cosa è la gestione dei soccorsi stessi. Certo un aiuto dall’Europa non farebbe male, anche solo per l’organizzazione dei centri di accoglienza ma a quanto pare non interessa molto questa situazione.

Ultima notizia in merito agli sbarchi è quella avvenuta oggi a Leuca. Le rotte stanno cambiando e le tratte si adeguano alla necessità di arrivare prima e meglio in Europa, attraverso il corridoio naturale che è il nostro paese.

20 i profughi provenienti dalla Siria e partiti dalla Grecia con un gommone che si è arenato a Santa Maria di Leuca su una spiaggia piena di turisti.

La Capitaneria di Porto allertata dagli stessi turisti è intervenuta subito sequestrando il gommone. I migranti sono stati portati al centro di accoglienza di Otranto. Questo nuovo sbarco si aggiunge a quello di una settimana fa sempre sulle coste salentine dove tra i 74 migranti oltre ai tre scafisti venne individuato un iracheno con già a suo carico un decreto di espulsione.

Non sarà l’ultimo sbarco di questa estate, purtroppo. I centri di accoglienza saranno allo sbando e stracolmi di richiedenti aiuto. Il silenzio dell’Europa sarà forse ancora più forte delle voci di chi chiederà ancora aiuto.

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