Roma, Boccea: a una settimana dalla tragedia sit-in di Casapound e presidio antirazzista

Ancora tensione in via Mattia Battistini

pubblicato il 03/06/2015 in Attualità da Lucia Di Candilo
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Lucia Di Candilo

A una settimana dalla tragedia, a Battistini continuano le manifestazioni di solidarietà alla vittima e le proteste per la chiusura dei campi rom. Ieri pomeriggio c'è stata, infatti l'ennesima manifestazione organizzata dagli esponenti di Casapound insieme ai comitati di quartiere per chiedere la chiusura immediata dei campi rom. Un'iniziativa a cui movimenti antirazzisti e centri sociali hanno risposto indicendo una contro-manifestazione non autorizzata.

La strada è stata chiusa dai blindati delle forze dell'ordine per tutto il pomeriggio per garantire la sicurezza mentre i manifestanti di Casapound hanno sfilato dietro a tricolori e striscioni con su scritto "Alcuni italiani non si arrendono ". Sfilano per strada all'uscita della metro Battistini, proprio dove la scorsa settimana un'auto pirata con a bordo 4 rom, ha travolto 9 persone ammazzandone una.

La tensione è scoppiata quando il presidio non autorizzato, (un centinaio di persone dietro lo striscione "Solidarietà per Corazon e tutti gli immigrati") fermo sul marciapiedi, senza intralciare la strada, dopo un'ora di interventi e cori, non ha rispettato l'ordine delle autorità. Dopo aver fatto allontanare i giornalisti, le forze dell'ordine in tenuta antisommossa hanno intimato ai manifestanti l'ordine di disperdersi ma dopo qualche istante sono volati spintoni mentre i manganelli si sono alzati contro il presidio. I ragazzi sono stati allontanati dalla fermata del bus di via Mattia Battistini, luogo in cui si stava svolgendo la manifestazione di Casapound, per evitare che i due gruppi antagonisti venissero a contatto. 

Gianluca Peciola, capogruppo di Del in Campidoglio afferma: "Antirazzisti cacciati con cariche delle forze dell'ordine e neofascisti autorizzati a manifestare. E' un fatto di una gravità estrema e non può che portare alle dimissioni del Ministro Alfano". "Prima la nostra gente poi possiamo pensare di aiutare gli altri", ribatte il vicepresidente di Casapound, Simone Di Stefano. 

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