Incidente Boccea: si giustifica il rom responsabile della strage, "Non mi sono fermato perché ho avuto paura"

In mattinata la convalida dell'arresto per i due fratelli

pubblicato il 04/06/2015 in Attualità da Lucia Di Candilo
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Lucia Di Candilo

Oggi in tarda mattinata è iniziato l'interrogatorio e la convalida dell'arresto. Nessuno dei parenti si è presentato a Regina Coeli dove Samuel, il 19enne rom a bordo dell'auto pirata che a Roma, in zona Battistini, ha investito 9 persone uccidendone una, dovrà rispondere all'accusa di concorso in omicidio volontario.

Al vaglio degli inquirenti ci sono le parole di Antony, il 17enne rom alla guida dell'auto. Nell'interrogatorio il responsabile della strage si difende affermando: "Non mi sono fermato all'alt della polizia perché ho avuto paura: guidavo io e non avevo la patente. Io e mio fratello - continua - ci siamo nascosti perché temevamo di essere ammazzati". Sono queste le parole con cui il responsabile della strage di via Mattia Battistini si giustifica.

Indagato per concorso in omicidio volontario anche Batho, il padre dei due fratelli fermati, che si è autoaccusato più volte dicendo di essere stato lui alla guida ubriaco. Ora si trova in ospedale, ma gli inquirenti sembrano non dare peso alle sue versioni dei fatti. 

Chi indaga sta lavorando per capire se sull'auto pirata ci fossero 3 oppure 4 persone. L'unica certezza è che alla guida c'era Antony insieme alla moglie,  entrambi 17enni, e suo fratello di 19 anni. Per la rom 17enne, la prima ad essere arrestata, è stata chiesta dal suo avvocato la scarcerazione. Se la richiesta dovesse essere accolta, la giovane nella settimana prossima potrebbe tornare nel campo rom della Monachina. 

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