Votati gli arresti per Azzolini: il Senato dice 'no'

189 i senatori che si sono opposti all'esecuzione dell'arresto contro 96 favorevoli e 17 astenuti

pubblicato il 29/07/2015 in Attualità da Danilo Di Laudo
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Danilo Di Laudo

ROMA – Dopo la votazione a scrutinio segreto il Senato della Repubblica ha espresso il suo ‘no’ agli arresti domiciliari per il senatore Ncd Antonio Azzolini. I voti favorevoli – il no agli arresti per chiarezza -, alla fine dello spoglio delle schede, sono stati 189, i ‘si’ 96 e 17 gli astenuti.

Ad avanzare la richiesta di arresto era stata la procura di Trani in relazione alla vicenda del crac sella casa di cura Divina Provvidenza, la richiesta era poi stata approvata dal presidente della giunta per le immunità al Senato Dario Stefano.
Prima della votazione l’intero Senato ha potuto ascoltare la difesa strenua di Azzolini che ha affermato di essere stato vittima di un ‘fumus persecutionis integrato a sufficienza’.

Dalle parole del Senatore, che si è dilungato in date e ricostruzioni per circa mezz’ora dinanzi i suoi colleghi, è emerso che, a suo avviso, tutte le testimonianze avanzate contro la sua persona fossero contraddittorie quando invece sono state ritenute tutte attendibili in sede di analisi.
Tuttavia, dopo la conclusione del voto, Azzolini è sembrato soddisfatto anche se ha dichiarato di aver dormito poco ma tranquillamente perché, come lui stesso ha aggiunto, ‘sono abituato a fare il mio dovere’.

Dunque palazzo Madama ha pronunciato la sua sentenza senza tenere in considerazione gli avvertimenti della senatrice Dem Lucrezia Ricchiuti che ha asserito a pochi minuti dal voto: 'Attenti all'immagine che diamo al nostro elettorato". "Che cosa è successo da quando in Giunta il nostro gruppo, che aveva letto le carte, ha votato a favore degli arresti domiciliari ad oggi? Cosa è cambiato?'.
Non a caso lo stesso gruppo di cui fa parte Ricchiuti aveva già espresso delle perplessità a proposito dello scrutinio segreto, giacché ritenuto ‘un’arma impropria’ facilmente gestibile e strumentalizzabile.

Anche all’interno della Camera la notizia del ‘no’ agli arresti crea non poco scalpore. Immediata la replica dei 5 stelle che attraverso Maria Edera Spadoni esprimono la loro indignazione. 'Come è possibile che una maggioranza del genere ha deciso a voto segreto di non aiutare la magistratura? Siete la stessa schifezza che eravate due anni fa' queste le parole della deputata una volta appresa la notizia.

LA POLEMICA SUL WEB DAL BLOG DI GRILLO - "UPDATE: hanno salvato Azzollini!". Cosi tuona Beppe Grillo dopo che, sul suo blog aveva già lanciato l’interrogativo "Azzolini in galera o salvato dal Pd?". Ora la stessa scritta appare modificata con Azzolini salvato dal Pd?" mentre la parola galera appare cancellata con una linea.

SITUAZIONE PD - Ulteriore questione quella interna del Pd i cui senatori hanno necessariamente votato ‘no’ agli arresti altrimenti un siffatto risultato sarebbe stato impensabile. Tuttavia, afferma il vicesegretario Lorenzo Guerini all’Ansa che

"Se anche alcuni senatori del Pd hanno scelto di votare contro l'arresto evidentemente è perché non hanno rilevato dalle carte ragioni sufficienti per dare l'assenso. Ribadisco che trattandosi di scelte che riguardano le persone vanno soprattutto analizzate le carte". "Sulla vicenda Azzollini - aggiunge Guerini - mi è già capitato di dire che i senatori Pd si sarebbero comportati senza pregiudizi e senza sconti approfondendo il merito della questione. Immagino che tutti i senatori di tutti i partiti abbiano letto le carte per formare poi la propria convinzione. Il voto segreto, che noi non abbiamo richiesto, ha dato il risultato che conosciamo e mi pare di capire con una certa trasversalità".

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