Otto mesi di condanna chiesti per Erri De Luca

Il pm: quelle non sono parole pronunciate da uno qualunque

pubblicato il 21/09/2015 in Attualità da Daniele Del Casino
Condividi su:
Daniele Del Casino

Otto mesi di pena per istigazione a delinquere: tanto è stato chiesto nei confronti dello scrittore Erri De Luca al processo che lo vede coinvolto.

Per il pubblico ministero Antonio Rinaudo non ci sono dubbi: Erri De Luca deve essere condannato, magari concedendo le attenuanti generiche per il comportamento processuale tenuto dall'imputato, che non si è mai sottratto dal rispondere alle domande – secondo quanto dichiarato dal pm.

Lo scrittore si trova sotto processo a Torino per le sue affermazioni, di due anni fa,  contro il cantiere della linea Tav, che inserite nel contesto storico-ambientale in cui si collocano - secondo quanto ha affermato il pm Rinaudo – hanno avuto il suo peso. Quelle non sono parole pronunciate da uno qualunque – ha continuato – ma da uno scrittore di fama, conosciuto dal Movimento NO Tav fin dal 2005.

Lecito per il pm quindi parlare di una forza suggestiva, che ha incitato altri soggetti a commettere reati – riferendosi alle tre azioni contro aziende che lavoravano alla Tav nel settembre del 2013, accadute dopo le affermazioni di De Luca.

Dal canto suo lo scrittore si augura che la sentenza arrivi oggi, esprimendo così il suo pensiero, secondo l'agenzia Adnkronos: non sono un martire, non sono una vittima, sono un testimone  della volontà di censura della parola. Sono stupito della differenza tra gli argomenti prodotti  e l'entità della pena richiesta: mi sarei aspettato il massimo – ha commentato durante una pausa del processo – Questa sentenza sarà un messaggio sulla libertà d'espressione – ha poi concluso.

Che oggi il giorno per la sentenza oppure no al Palazzo di Giustizia torinese sarà il Giudice Immacolata Iadeluca a deciderlo, la quale potrebbe anche concedere un rinvio processuale per far sostenere eventuali risposte e per l'uscita della sentenza.

Certo è che il procedimento giudiziario nei confronti di Erri De Luca segna un momento delicato, dove l'espressività della parola ha un differente peso e significato, a seconda di chi la pronuncia. Almeno secondo alcuni.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password