Tra i famosi che furono angeli del fango anche Antonello Venditti e Francesco De Gregori

I due cantautori furono tra i giovanissimi angeli del fango che ripulirono Firenze

pubblicato il 04/11/2016 in Costume e società
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Tra questi giovani che si sono adoperati per ripulire la città c’era anche un giovanissimo Antonello Venditti, cantautore romano ‘purosangue’ che, in questi giorni ha ricordato la sua intensa esperienza ai microfoni di Repubblica. Dalle parole di Venditti si evince che con lui era presente anche Francesco De Gregori altra voce importantissima della musica italiana. Tuttavia quello che potrebbe apparire strano è che non si parla mai troppo di questo gesto di solidarietà così grande, neppure tra coloro che effettivamente hanno partecipato all’azione.

Antonello Venditti, studente di 17 anni  trovò il modo di arrivare a Firenze per portare il suo aiuto, sono passati 50 anni e le sensazioni di quei giorni le ha tenute per sé. Proprio lui che ha messo in canzone di tutto dai compagni di scuola alla notte prima degli esami passando per gli amori vissuti e quelli sognati ma dei suoi giorni da "angelo del fango" non aveva mai parlato proprio perché come egli stesso ha sottolineato è una cosa intima e unica, un'esperienza da tener custodita nel proprio cuore proprio perché dura e preziosa.

A distanza di mezzo secolo restano sensazioni contrastanti. «La devastazione dell’apocalisse e l’ironia che non abbandonò i fiorentini. Io giravo e socializzavo con tutti. In quei giorni in me romano è nato il grande amore che continua a legarmi a Firenze”
Il cantante puntò sulla comprensione del padre , che  era il viceprefetto che si occupava delle calamità nazionali, piuttosto che sul consenso di sua madre, severa professoressa del liceo romano Giulio Cesare a Roma e partì per questa avventura con il suo sacco a pelo.

Venditti ricorda di essere arrivato in una città coperta di fango, in bianco e nero dove tantissimi ragazzi erano pronti per svolgere i loro compiti. La notte spalvano il fango la notte dormivano nella zona degli uffizi sotto al porticato nei sacchi a pelo perché avevano un sacco a pelo , mentre i meno organizzati pernottavano alla stazione.  Venditti rircorda ragazzi provenienti da tutto il mondo con una gran voglia di essere utili.

Eppure non li ha più rivisti neppure con De Gregori anche lui angelo del fango hanno più parlato di quelal esperienza.  
Al giornalista di Repubblica che gli ha chiesto cosa è rimasto di quel periodo ha risposto "Il senso di solidarietà, la condivisione, la voglia di essere utili, perché ogni gesto, per quanto piccolo, fa la differenza. Tante cose oggi sono diverse ma quello che non è cambiato, per fortuna, e che l'Italia sa essere fraterna quando serve, solidale e pronta, anche fisicamente. Non abbiamo solo il cuore, ma anche mani e gambe che ci portano ad aiutare".
 

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