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L’inquinamento sta mutando i maschi: alti e poco dotati

Lo dice uno studio dell’Università di Padova

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Uno studio dell’Università di Padova descrive i nuovi ventenni più alti, con braccia lunghe, meno fertili e più “femminili”: tutto per colpa dell’inquinamento ambientale.
Lo spiega Carlo Foresta, coordinatore di uno studio eseguito dai ricercatori dell’Università di Padova.

Lo studio dell’Università di Padova segnala: l’aumento dell’altezza, la riduzione del volume dei testicoli e del numero degli spermatozoi e una ridotta androgenizzazione nei giovani maschi, “che possiamo definire ‘mutanti’. Insomma l’ambiente modifica i caratteri sessuali e la fertilità degli uomini del III millennio”.
Lo studio dimostrerebbe che nei ventenni del terzo millennio, oltre alla riduzione della produzione degli spermatozoi, si osserva una variazione delle strutture corporee che sono indice di un alterato equilibrio degli ormoni testicolari, che può svilupparsi nella fase embrionale o nella fase adolescenziale. Questi giovani, spiegano gli esperti in una nota, hanno una maggiore lunghezza degli arti rispetto al tronco, una riduzione del volume del testicolo e una riduzione della lunghezza del pene (-0.9 cm) rispetto a precedenti osservazioni.
I cambiamenti intersessuali sono stati osservati anche in alcune specie animali, come gli orsi polari e gli alligatori dei laghi americani, che vivono in ambienti particolarmente inquinati. Le variazioni antropometriche individuate da questo studio "sono sicuramente molto sfumate, ma sono indicative di quanto l’ambiente stia incidendo anche sulle caratteristiche antropometriche dell’uomo", concludono gli autori.

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