Al Shabaab, Trump protagonista in video

Le immagini del candidato repubblicano inserite in collage

pubblicato il 05/01/2016 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Donald Trump

La domanda può sembrare oziosa e infatti lo è: Al Shabaab voterebbe Trump, come nuovo presidente Usa?

Lasciamo, allora, che alla domanda inutile faccia posto una constatazione intelligente: se il terrore jihadista della Somalia ha ritenuto il miliardario, candidato repubblicano, degno di apparire in un suo video come nuova, ultima variazione rappresentativa sul tema del Grande Satana, è segno evidente che suppone (presuppone, magari semplicemente si augura) che il nuovo inquilino del n. 1600 di Pennsylvania Avenue di Washington sia proprio Donald il Grande Xenofobo. Non al netto delle eventuali misoginie per una Hillary Clinton, naturalmente.

Il video di cui parliamo, e di cui prima di noi ha parlato Al Arabiya in questo fine settimana, è un filmato propagandistico che ha il fine di arruolare nuove leve nella milizia. Conoscendo la raffinata perizia dei videomaker della Jihad nel confezionare prodotti tutt’altro che amatoriali, ma che anzi si caratterizzano sempre per un montato di grande forza narrativa, non ci stupisce di vedere, in esso, Trump che viene “citato” mentre, in un comizio, propugna con veemenza la chiusura delle frontiere Usa a tutti gli islamici. Parlando tecnicamente, si tratta di una citazione-sandwich, perché appare in mezzo alle immagini di Anwar Al-Awlaqī, un cittadino yemenita-americano abbattuto da un drone nel 2011 per la sua attività filo-terroristica.

Dunque, almeno fino ad ora (e fino a questo punto della campagna elettorale delle presidenziali Usa), Trump è il nemico numero uno da abbattere per gli islamici. Oltre che per gli altri competitors della corsa alla Casa Bianca, non solo del suo partito. Esiste, infatti, anche una propaganda anti-Trump dentro gli Usa, come risulterebbe confermato dall'episodio dei “raid” aerei volantinanti compiuti sopra lo stadio di Pasadena, quasi contemporaneamente all’apparizione del video (il che ha fatto pensare ad una regia terroristica anche per essi, ma appare più plausibile la pista interna). 

Laggiù in California gli spettatori sono stati “bombardati” con messaggi che recavano tale testo: L’America è grande, Trump è disgustoso. Quanto pagherebbe Hillary per avere lo stesso indice di impopolarità/temibilità di Donald?  

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