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Colombia, maxi-sequestro di cocaina

Lo riferisce la Bbc

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Otto tonnellate.

Per la Bbc online è il più grande sequestro di cocaina nella storia (nella narco-storia) della Colombia. Per il ministro della Difesa, Luis Carlos Villega, è certamente il primo nella classifica dei sequestri avvenuti sul suolo colombiano, ma non il più esteso in assoluto (ce ne sono stati altri di proporzioni ben maggiori, ma in mare). Poco importa: il presidente Juan Manuel Santos saluta comunque lo scorso 15 maggio come un giorno memorabile, e le sue congratulazioni, sentite e immediate, vanno alle Forze dell’Ordine.

Una parola sola, che serve anche da prefissoide. Turbo. La pronunci e pensi, per esempio, a turbo-finanza, con tutte le implicazioni che un mercato sempre super-redditizio come quello della droga può avere su tale concetto. Ma più semplicemente Turbo è il nome della città costiera, nel nord ovest della Colombia (dipartimento di Antioquia),  nei cui pressi sorgeva una piantagione di banani che era, in realtà, un’ingentissima miniera di narco-oro.

Sì, proprio un campo di banane: oltre che per il golfo di Urabà, per il clima tropicale e per il fatto che è sorta su un’area precedentemente occupata dall’insediamento tribale di Pisisì, Turbo da oggi sarà ricordata anche per quel bananeto in mezzo ai cui alberi un patrimonio di droga bianca era stato abilmente nascosto. La cocaina, continua la Bbc, era di proprità di un clan locale, i narzos Usuga, che erano già pronti ad immetterne sul mercato una tonnellata e mezzo. La polizia non si è limitata ad acquisire limponente quantitativo di sostanza stupefacente: ha anche arrestato tre membri del clan. Altrettanti, invece, sono riusciti a sfuggire alla cattura.

Che notizie, intanto, dal fronte Farc?  Il governo di Bogotà fa sapere di avere raggiunto un accordo con i miliziani marxisti per la smobilitazione dei bambini-sodato. Quelli con meno di 15 anni di età che vivono ancora nei campi delle Farc saranno amnistiati e reintegrati gradualmente nella società, con lo status di vittime di guerra. Ove possibile, si prevede di restituirli alle famiglie. Le Farc hanno accettato di identificare i bambini e organizzare il loro esodo dai campi di reclutamento-addestramento forzato.

 

 

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