Iraq, 19 ragazze curde bruciate vive dall’Isis

Non volevano ‘prendere parte’ alla Jihad del sesso, giustiziate in pubblica piazza

pubblicato il 07/06/2016 in Dal Mondo da Danilo Di Laudo
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Danilo Di Laudo

MOSSUL (IRAQ) – La furia dell’Isis non finisce di stupire il mondo. Già qualche giorno fa alcune redazioni online avevano battuto la notizia secondo la quale i Jihadisti avrebbero bruciato vive 19 ragazze curde perché si sarebbero rifiutate di diventare schiave del sesso dei militari stessi.

La notizia è stata confermata oggi anche dalle emittenti internazionali e dalla stessa Ansa dopo che l’emittente iraniana Press Tv ha riportato la testimonianza di un’attivista locale. Le giovani donne sono state chiuse all’interno di gabbie in ferro ed esposte alla vista di centinaia di persone le quali hanno assistito ad una vera e propria esecuzione.
I miliziani le hanno infatti cosparse di benzina e hanno appiccato il fuoco lasciando le giovani bruciare vive davanti l’impotenza dei presenti.

La motivazione che avrebbe spinto i miliziani ad un simile atto è relativa al fatto che le donne curde avessero rifiutato di ‘prendere parte’ alla Jihad del sesso, dei veri e propri stupri consumati sistematicamente a danno di donne prese come schiave.

In occidente aveva fatto scalpore in passato la distruzione di opere antiche e siti archeologici ma probabilmente nulla può essere paragonabile ad una simile atrocità che non può che confermare la sudditanza della donna in una cultura estremistica come quella promossa dallo Stato Nero i cui miliziani cercano continuamente di opporsi all’esercito iraqueno nella zona di Falluja dove la battaglia è in continua evoluzione.

Foto Today.it

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