Presidenziali Usa, nuovo nome in campo

Ė il candidato del Partito Libertario

pubblicato il 08/06/2016 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
Condividi su:
Gianluca Vivacqua
Gary Johnson

Corsa alla Casa Bianca.

Non ci sono solo i due partiti big (il democratico e il repubblicano) a scaldare i motori con convention e candidature. Altre formazioni politiche lavorano per mettere in campo il proprio candidato, in vista della grande notte dell’8 novembre. E non hanno neppure l’obbligo di quel rito tanto spesso ingessante e corrosivo che sono le primarie e i caucus. Uno di questi è il Partito Libertario, paladino dell’ultracapitalismo e del libero mercato apparso sulle scene in un periodo relativamente recente (si tratta di un partito fondato nel 1971).

A prima vista si sarebbe detto che molti dei suoi militanti avrebbero potuto tranquillamente appoggiare Trump, che è pur sempre una delle icone del capitalismo di pancia americano. Non è così, invece: le scelte della maggioranza del partito della Fiaccola e e dell’Aquila (sono questi i due simboli del Libertarian Party)   non coincideranno  con quelle degli elettori dell’Elefante.  Per il n. 1600 di Pennsylvania Avenue, a Washington, i libertariani hanno inftti un loro nome: si tratta di Gary Johnson, ex governatore repubblicano del New Mexico.

Sarà che nella metropoli del District of Columbia i libertariani sono di casa: dopotutto la sede del loro partito si trova proprio a Washington, al n. 2600 di Virginia Avenue. Sta di fatto che ad essi è bastata semplicemente una convention, svoltasi peraltro lontano dalla capitale, e cioè ad Orlando (Florida), per scegliere il loro candidato. Che comunque non è un nome nuovo per il Liberarian Party, tutt’altro: si tratta dello stesso candidato già messo in campo nel 2012 contro Obama e Romney. In quell’occasione raccolse 1,2 milioni di voti; quattro anni dopo, dicono i sondaggi, è accreditato al 10% in un ipotetico scontro a tre con Hillary Clinton e Donald Trump.

Gary Johson, che ha in comune con l’ex mr. Apprentice gli inizi da imprenditore, venne eletto governatore del New Mexico nel 1995 per il Partito Repubblicano. Rimase in carica per due mandati, fino al 2003. Nel suo programma c’è un deciso taglio delle tasse e dei costi della burocrazia.     

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password