Usa 2016, al via rush finale per Casa Bianca

Ma Trump si lamenta per coincidenza con football

pubblicato il 31/07/2016 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Trump - Una piccola disavventura per lui in Colorado

Cento giorni.

Cento giorni esatti all’Election Day, il dies del magnum discrimen tra Hillary Clinton e Donald Trump.  Ma, prima del voto decisivo, quello del dopo-Obama, i duellanti si affronteranno almeno cinque volte negli studi televisivi, per altrettanti dibattiti.

Per il momento, però, è ancora vacanza, e continuerà ad esserlo per tutto il mese di agosto. I motori, infatti, torneranno a scaldarsi da fine settembre, più precisamente dal 26: proprio in quel giorno, infatti, andrà in scena il primo dei faccia a faccia previsti tra i due aspiranti alla Casa Bianca rimasti in lizza. Gli altri appuntamenti saranno il 4, il 9, il 19 e il 25 ottobre.

Ma Trump è già tornato a farsi sentire (siamo in periodo di riposo, è vero e lo abbiamo detto, ma è difficile credere che il candidato repubblicano accetti di starsene zitto e buono fino all’autunno): almeno due di queste date, per lui,  sono date-tabù. A subire il segno della sua matita rossa sono proprio il primo dibattito in programma, quello del 26 settembre, e poi anche quello del 9 ottobre. Motivo? La coincidenza con le partite della Nfl, la Lega Nazionale di football americano, una circostanza che egli reputa “inaccettabile”.

Ma nell’intervista televisiva in cui, nel prime time di ieri, si è espresso in materia, il bilionario (e non c’è da stupirsi) non si è limitato a dare la sua personale opinione, si è spinto anche oltre: ha sfoderato dalla tasca una lettera indirizzatagli – a suo dire - dalla Lega stessa, proprio per lamentarsi con lui della sovrapposizione tra eventi televisivi.  Qualche ora dopo, in realtà, il portavoce della Lega ha negato in modo ufficiale che l’organo che rappresenta abbia inviato quella lettera a Trump, ma oggettivamente per il tycoon newyorkese ci sono stati momenti peggiori nel corso di quella stessa serata: prima di un comizio a Colorado Springs, infatti, era rimasto bloccato nell’ascensore di un resort, il Mining Exchange, tra il primo e il secondo piano.

Insieme a lui c’era un’altra decina di persone: tutti sono stati salvati dai Vigili del fuoco del locale dipartimento, e così l’aspirante presidente è potuto arrivare al suo appuntamento elettorale con “solo” mezz’ora di ritardo. Per lui un’ulteriore occasione di lodare l’efficienza dell’America modello security & order.  

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