Le Iene cacciate dal Marocco mentre svolgevano un servizio sulla prostituzione minorile

Cacciato dal Marocco Luigi Pelazza e il suo autore Mauro Pilay mentre giravano un'inchiesta sulla prostituzione

pubblicato il 29/09/2016 in Dal Mondo da Ivan Marri
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Ivan Marri

Le Iene cacciate dal Marocco e l'inviato Luigi Pelazza espulso insieme al suo autore Mauro Pilay mentre giravano un'inchiesta sulla prostituzione minorile nel regno di Mohammed VI. A fermare l'inchiesta della Iena di Mediaset, che in passato ha registrato servizi sui movimenti dei narcotrafficanti sudamericani, sulla pedofilia in Cambogia e in Brasile e sulla vendita illegale di armi in Transnistria e ricevuto il premio giornalistico internazionale “Guido Carletti” grazie a un reportage sui bambini indemoniati del Congo, questa volta è stata la polizia marocchina che mercoledì ha seguito la sua troupe, impegnata in una casa di Marrakech per un'intervista, sequestrando l'attrezzatura, tutti i file e i cellulari, arrestando l'interprete e portando Pelazza e Pilay in Prefettura. "Ci hanno vietato di fare telefonate e contattare l'Ambasciata – ha scritto giovedì mattina la iena – Volevano anche farci firmare dei fogli per “assunzione di responsabilità” ma non abbiamo firmato nulla.

Siamo stati espulsi dal Paese, alle 23 ci hanno portato in hotel e ora siamo all'aeroporto dove dovremo passare la notte per terra, sul pavimento, controllati a vista e ripartire domani mattina con il primo volo. E tutto questo perchè? Per insabbiare il business della prostituzione minorile, che esiste, c'è e l'ho vista coi miei occhi>. L'intervento della polizia marocchina, col conseguente arresto e sequestro di tutto il materiale registrato, sarebbe l'aver ripreso dei minorenni senza la necessaria autorizzazione (gli stessi minorenni che, in altre stanze, venivano venduti a 300 o 400 euro e abusati da occidentali e arabi, anche pare da soggetti di spicco). Con delle microcamere abbiamo documentato la prostituzione minorile ha spiegato Pelazza dall'aereo con un videomessaggio su Facebook – Ovvio che non sono contenti che noi facciamo vedere al mondo la situazione che c'è a Marrakech, Ora torniamo a casa".

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