Video di propaganda di Al Qaeda furono girati dal pentagono

Un video operatore inglese ha rivelato di aver girato video di propaganda terroristica commissionati dal pentagono

pubblicato il 07/10/2016 in Dal Mondo
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Il Bureau of Investigative Journalism  grazie alla  testimonianza di un cameraman  inglese Martin Wells ha condotto un’inchiesta che ha portato a rivelazioni di un certo rilievo: alcuni video che sembravano messaggi di Al Qaeda in realta erano opera dell'agenzia di PR britannica Bell Pottinger che per almeno cinque anni ha lavorato in Iraq su mandato del Dipartimento della difesa americano ottenendo un compenso di oltre 100 milioni di dollari all'anno. Totale: 540 milioni di dollari. Martin Wells quei video li ha fatto di persona e ha raccontato tutta la storia che è stata poi verificata.  

Wells è un video operatore indipendente che  nel  2006 fu contattato con la propsettiva di un contratto in  Medio Oriente. Già al primo colloquio Wells si trovò in un ambiente militare e due guardie armate lo accompagnarono all'ultimo piano di un palazzo. Tempo 48 ore ed era già catapultato  a Baghdad per girare filmati "bianchi" video spot contro Al Qaeda", spiega Wells e fin qui tutto nella norma , ma sono i filmati grigi e neri che fanno luce su retroscena inquietanti. I video grigi erano falsi servizi giornalistici da inviare alle tv arabe  e quelli neri  falsi video di propaganda di Al Qaeda 

Gli angoscianti filmati che si vedevano online e in Tv erano in realtà commissionati a una società britannica che operava all'interno di una base statunitense in Iraq e la stessa CIA o la Casa Bianca ne certificavano l'autenticità e questo perché  una società di consulenza esterne consente di evitare il controllo di commissioni parlamentari e proteggere le istituzioni nell'eventualità che queste operazioni vengano scoperte e denunciate dalla stampa, cosa molto rara.

Lo scoop è notevole ma questi fatti  risalgono al 2006-2011;  adesso  le truppe americane si sono ufficialmente ritirate dall'Iraq  e purtroppo la maggior parte dei grandi media non gli ha dato la giusta rilevanza , ma è comunque importante perché ha portato alla luce meccanismi perversi che producono manipolazioni mediatiche, oggi fondamentali per ottenere il consenso. 
 

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