Crisi Ucraina: il primo ministro Yatsenyuk si dimette, crolla il governo di coalizione

intanto un drone spia cade sul confine con la Russia

pubblicato il 24/07/2014 in Dal Mondo da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino

Non ha retto il fragile governo di coalizione alle dimissioni del primo ministro ucraino Yatsenyuk, avvenute nella mattinata di oggi. Alla base del gesto la crisi costante con i separatisti filo-russi e l'aereo malese abbattuto la scorsa settimana, ancora al centro di furiose polemiche e reciproci scambi di accuse tra l'Ucraina, i separatisti di Kiev e la Russia. Adesso la Repubblica Ucraina avrà 30 giorni di tempo per formalizzare un nuovo governo oppure pensare ad elezioni anticipate, che forse verranno indette alla fine di ottobre stando ad una dichiarazione di Yuri Yakimenko, capo della  ricerca politica al centro studi Razumkov di Kiev. La notizia dell' empasse politico ha creato un tracollo azionario delle obbligazioni ucraine, che hanno toccato il minimo valore dall'inizio della crisi separatista. Intanto le Nazioni Unite stanno lavorando su una risoluzione, che permetta l'invio di una missione militare multinazionale atta a garantire l'integrità del sito dove ancora sono presenti i resti dell'aereo di linea Malese colpito in modo da consentire il lavoro degli ispettori internazionali. L'unione Europea nel frattempo ha osservato  che, nonostante martedì scorso il Consiglio degli Esteri abbia accellerato la messa in opera di sanzioni contro la Russia, il traffico di armi verso i ribelli separatisti continua, così come il livello della tensione, che potrebbe portare ad un inasprimento ancor più tragico del conflitto. Nel pomeriggio sì è registrato anche la cattura, nella zona di Kharkov al confine tra Russia e Ucraina, di un drone spia, un UAV che è penetrato per almeno due chilometri in territorio ucraino registrando posizioni e movimenti di truppe, mentre ieri un altro drone, in uso ai separatisti, veniva abbattuto nel corso di un'operazione antiterrorismo nella regione di Donetsk. Tecnologia, ma sopratutto armamenti, che nella crisi ucraina non è risparmiata da nessuno: anche l'Osce ha in previsione l'uso di droni per l'eventuale monitoraggio delle zone assegnate per il rispetto del “cessate il fuoco”, di cui ha fatto richiesta attraverso una nota sul suo sito.

 

 

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