Congo: fa paura un “cugino” dell’ebola

Il ministro della Sanità: sintomi simili a quelli del virus killer dell’Africa nord-occidentale

pubblicato il 25/08/2014 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Congo: misteriosa febbre emorragica

Febbre, diarrea, vomito nerastro: tutti sintomi molto simili a quelli dell’ebola, ma non ci troviamo nel “triangolo della morte” virale (Liberia-Sierra Leone-Guinea). A descriverli è il ministro della Sanità del Congo, Felix Kabange Numbi, chiamato a fronteggiare un’emergenza che, se non ha le stesse proporzioni e gli stessi numeri della guerra (sanitaria) del Golfo (di Guinea), di certo non è meno grave. E in effetti, con una settantina di morti dall’11 agosto e ottanta persone poste in stato di quarantena, la situazione non è proprio da sottovalutare. Torna alla ribalta nello scenario epidemiologico mondiale l’ex provincia unica dell’Equatore (o Équateur, o Ecuador), dal 2005 divisa (almeno sulla carta) in cinque distretti: qui, nel 1976, l’ebola fu individuato per la prima volta. Qui imperversa, in queste ore, quello che alcuni temono essere un focolaio collaterale al Grande Focolaio che sta incendiando l’Africa nord-occidentale. Storicamente non sarebbe la prima volta che in quest’angolo di Congo ci si trova a fare i conti col Grande Flagello. 
Lokolia e Watsikengo sono i due villaggi da cui questa strana para-epidemia di ebola è partita. Si dice che da quelle parti la prima persona contagiata sia stata una donna incinta; il virus si sarebbe quindi trasmesso a coloro che avevano partecipato alla sua cerimonia  funebre, per poi propagarsi in modo sempre più rapido e violento. Sconfinando nei villaggi vicini, Boende Moke e Lokule.       
 

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