Ebola, morto paziente texano

Intanto altro caso sospetto negli Usa

pubblicato il 09/10/2014 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Thomas Eric Duncan

E’ morto nel pomeriggio di ieri (ora italiana) Thomas Eric Duncan, il liberiano cittadino Usa dal 1998 che, malato di ebola, da una settimana abbondante (cioè dal 27 settembre) si trovava ricoverato al Texas Health Presbyterian Hospital di Dallas. Era l’”untore” che ha fatto precipitare nell’incubo la United Airlines, il primo caso di ebola su suolo Usa; e, conseguentemente, diventa ora la prima vittima del virus nel territorio della Confederazione. Una gentilezza gli è stata fatale: secondo quanto scrive l’Huffington Post, mentre si trovava a Monrovia, nel corso di un viaggio nella sua terra natia, si era offerto di accompagnare in ospedale la moglie incinta di un amico, ammalatasi d ebola perché residente in un quartiere a rischio della capitale liberiana. Rientrato negli Usa dalla Liberia il 20 settembre (alle porte per lui c’era il matrimonio con la donna che gli aveva già dato un figlio), Duncan aveva cominciato a sentirsi male il 25, sempre secondo l’Huffington Post, e due giorni dopo, come si è detto, era entrato in ospedale come degente. Altre fonti (www.msn.com) indicano invece che l’uomo aveva avvertito i primi sintomi già il 22, e quindi il suo ricovero sarebbe stato tutt’altro che immediato.
Al Texas Health Presbyterian Hospital, intanto, Non si è fatto in tempo a registrare il decesso di Duncan che già ci si deve occupare di un nuovo sospetto caso di ebola. Il “paziente due” (considerato che Duncan era indicato come “paziente zero” e Mokpo dovrebbe essere il “paziente uno”) proviene dall’ambulatorio di Frisco e sostiene di aver avuto contatti col liberiano-americano.

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