Ebola, per l’Ue ci vuole coordinatore unico

Guarita la dottoressa norvegese ammalatasi in Sierra Leone

pubblicato il 22/10/2014 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
Condividi su:
Gianluca Vivacqua
Il premier inglese Cameron

Obama lancia la proposta del supersceriffo antiebola; e l’Ue non resta indietro, ipotizzando una figura praticamente omologa: il coordinatore unico per l’Europa. L’idea è stata ventilata nel corso di un congresso dei ministri degli Esteri dei Paesi membri in Lussemburgo, lunedì 20 ottobre. Se ne continuerà a discutere a breve, in un vertice ad hoc  il 23 e 24 otttobre prossimi. Si parlerà anche di impegno finanziario comune contro la minaccia del virus: su questo tema è particolarmente attivo il premier inglese  Cameron. La stima è quella di un investimento fino a un miliardo di euro. 
Sul fronte dei contagi, intanto, dal Vecchio Continente sempre il 20 arrivano una notizia positiva e una meno rasserenante. Cominciamo da quella meno bella. In Catalogna l’Agenzia di Salute pubblica ha disposto l’attuazione del protocollo d’emergenza per un andorrano di quarantotto anni, ricoverato a Barcellona con sospetti sintomi ricollegabili al virus. Recentemente l’uomo si era recato sia in Gunea che in Sierra Leone. La novità lieta, invece, è che anche in Europa, così com’era già successo negli Usa lo scorso agosto, si è potuto dimostrare che chi si è ammalato di ebola direttamente in Africa non è sempre automaticamente spacciato. E così si può dire che è letteralmente risorta dalle tenebre la dottoressa norvegese che il virus lo aveva contratto in Sierra Leone. La donna è uscita dal reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Oslo in cui era ricoverata, viva; e si merita un evviva da parte dei suoi colleghi di Medici senza Frontiere.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password